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Blitz delle “Mamme Sannite”, del Comitato di Sassinoro, di esponenti sindacali e di una nutrita delegazione popolare giunta dal Sannio e dal Molise a Scafati per salvare il Parco nazionale del Matese

La forza popolare che sopravanza la (presunta) forza delle istituzioni territoriali. E’ una storia che raccontiamo da mesi su questo giornale e che continueremo a raccontare per la sua valenza sociale e politica, in aperto contrasto con la scarsa valenza sociale e politica delle istituzioni territoriali della Campania e del Molise circa la tutela territoriale e ambientale del Matese, del Fiume Tammaro, dei reperti storici e archeologici di Sepino, delle microeconomie locali e, soprattutto, del futuro del Parco nazionale del Matese, fatti oggetto, dalla Regione Campania, di autorizzazioni a infiggere pale eoliche sui crinali del Matese e, a poche centinaia dalle sponde del Tammaro, un impianto di compostaggio dei rifiuti solidi urbani, e dalla Regione Molise fatti oggetto di assoluto disinteresse.  Ultimo aggiornamento da parte della Rete dei comitati di tutela ambientale della Campania e del Molise. Apprendiamo che dopo 8 mesi di presidio sul territorio di Sassinoro per impedire i lavori dell’impianto di compostaggio, le “Mamme Sannite”, il Comitato di Sassinoro, esponenti sindacali e una nutrita delegazione popolare giunta dal Sannio e dal Molise, sono riusciti a far assumere  al Ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, l’impegno di visitare il luogo e di avviare un’istruttoria su ciò che sta accadendo, per verificare i rischi di incidenza, l’impatto ambientale e il potenziale inquinamento che può snaturare, vanificare o compromettere il Parco Nazionale del Matese e le molteplici risorse culturali, storiche, paesaggistiche, produttive, archeologiche presenti nell’area molisana e campana di quella parte di territorio. Il blitz è stato realizzato con la tecnica dei marines incursori, a Scafati, in provincia di Salerno, dove il ministro era a convegno. Manco a dirlo, le Regioni coinvolte in questo brutto affare sono del tutto estranee al successo ottenuto dalla Rete dei comitati di tutela ambientale e dalle popolazioni locali, che vedrà il ministro Costa constatare de visu ciò che sta succedendo sui crinali del Matese con le pale eoliche  e sulla fascia pedemontana con l’impianto di compostaggio.

Dardo

Di admin

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