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ALTRO CHE FALCHI QUESTI SONO AVVOLTOI

di Massimo Dalla Torre

 

L’appuntamento odierno è dettato dalla curiosità che ha suscitato in noi un discorso cui siamo stati nostro malgrado uditori. Un discorso tra due persone che commentavano a voce non troppo bassa gli ultimi accadimenti che vedono fibrillante l’intero “parteere” politico locale, leggasi “resa dei conti in attesa delle amministrative del 26 maggio”.  Avvenimenti che hanno scatenato una ridda di polemiche e di accuse tant’è che al termine del discorso tra i due signori è venuto fuori che Campobasso è ancora una volta dominata dai “falchi”. Tuttavia prima di analizzare gli avvenimenti, da uomini della strada consentiteci di dire che oltre ad esserci i “falchi” sono presenti anche le “colombe”, peccato che non siano in Israele. Le quali, puntualmente soccombono agli attacchi portati loro dai rapaci sempre in caccia. Per tornare ai fatti, le considerazioni esternate, del resto giustissime, sui fatti e sugli avvenimenti che non mancheranno di movimentare ulteriormente la vita della nostra città, non lasciano margine d’azione in quanto, ingenerano poche certezze, molte perplessità e soprattutto sbandamento. Parole che, se ripercorriamo la storia politica di Campobasso, abbiamo, purtroppo per noi, troppe volte pronunciate e ascoltate. Non giudicate questo nostro intervento come un rimarcare i mali che ci affliggono, perché sappiamo bene che se non si dovessimo più condividere una  linea di pensiero coerente e scevro di doppi sensi, non esiteremo, a ritirarci in buon ordine. Nulla di tutto questo; la puntualizzazione nasce dalla convinzione che la gabbia in cui erano relegati i falchi è stata volutamente aperta. Qualche giorno fa, leggendo i titoli dei quotidiani locali, sulle “querelle” nate all’interno dei partiti ci siamo resi conto che lo stato di sbandamento è collettivo ed ecco il perché del torpore di Campobasso. Una realtà in cui i falchi si sono trasformati in avvoltoi, peccato che la carcassa da spolpare è già stata spolpata. Falchi o avvoltoi a Voi la scelta che, dopo un lungo volteggio, forse motivato dalla presenza di reti protettive, hanno trovato un buco nella fitta trama intessuta di interessi che non hanno nulla a che fare con il nostro modo di essere campobassani. Falchi che, a differenza di quelli usati nel medioevo per praticare la caccia, nobile arte la falconeria, scrutano da molto tempo le mosse degli avversari con la speranza di un passo falso. Falchi che, nell’incongruenza dei fatti, hanno fatto il nido sul nulla, sulla vacuità e sulla fragilità della gente. Questa è la realtà.  Ecco perché ci siamo permessi di riportare in apertura di articolo il discorso tra due persone, sicuri di trovare appoggio in chi presta attenzione a quanto scriviamo. Troppe volte abbiamo sperato nella fatidica svolta. Troppe volte abbiamo ascoltato la favola della buona notte che c’è stata raccontata con voce melliflua da chi voleva che dormissimo. Troppe volte abbiamo creduto che “la grande illusione”, non il cinema, avrebbe potuto ridarci dignità. Troppe volte ci siamo fatti “rubare le caramelle” in cambio di promesse consapevoli che le promesse e le bugie sono in antitesi. Troppe volte abbiamo promosso chi con protervie e ottusità prometteva di “studiare” per il bene del capoluogo di regione. Troppe volte…troppe volte e troppe volte ancora. Ci fermiamo qui, altro non aggiungiamo, per dignità di uomini e  di cittadini che crediamo ancora in una rinascita della città.

 

 

 

 

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