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Altilia invasa dalle erbacce. Protestano i visitatori

Comitiva di turisti ad Altilia, sabato 15 giugno 2019, per visitare il sito archeologico ma la natura ha finito con il coprire la storia. Erba altissima perché non è stata tagliata. E tanta delusione. Il sito archeologico di Saepinum-Altilia è una delle più antiche e vere testimonianze di vita del popolo sannita che si è dovuto plasmare sotto l’egemonia dei bellicosi romani. A cominciare dal III secolo a.C. Porte, torri, cinta muraria, teatro, basilica, terme, concerie, raccontano il vissuto di popolazioni che per molti secoli hanno dettato le regole di vita, che oggi paradossalmente ancora abbiamo in uso. Eppure, se un tempo, lo sfarzo architettonico, il decoro, il rispetto, erano il rigore, che si incarnava nell’animo umano dell’uomo romano, oggi, quei valori si sono trasformati in un peso economico, in un grattacapo per chi dovrebbe manutentere e valorizzare il tesoro che il Molise ha sotto il naso, ma che forse non profuma di pecunia. Valorizzare, non significa soltanto dare un valore storico, ma fare in modo che sia usufruibile a quanti hanno il desiderio di apprezzare il patrimonio archeologico, storico e artistico di Saepinum- Altilia. Eppure, l’intera area è ricoperta da erbacce infestanti che cancella la bellezza della storia. Tanto da rendere problematica la visita completa della stessa area anche per evitare di imbattersi in una neonata colonia di rettili, più o meno pericolosi. Qualcuno, in sovrintendenza vede?

Di admin

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4 commenti

  1. Donatella e Dario Autieri

    Non c’è limite al peggio. Davvero Altilia è l’emblema del fallimento di questa regione. Se si trovasse in Veneto o qualunque altra regione del Nord, sarebbe conosciuta da tutti e fonte di enormi flussi turistici. Continuiamo a sbagliare, questa è la verità, e la locale sovrintendenza ai beni culturali è più latitante di un latitante.

  2. Che schifo, mi vergogno profondamente e queste capre di amministratori parlano pure di rilancio turistico e culturale e fanno i bandi per gli amici banditi..strade impraticabili li dove ci sono paesi meravigliosi da raggiungere, i luoghi da raggiungere abbandonati a se stessi, zero manutenzione e se viene fatta è fatta grossolanamente. Non sanno proprio da dove cominciare, sono ignoranti conclamati e trattano questa regione al pari della loro dignità..zero
    E cmq ieri sono stato a Pietrabbondante e poi a fare il bagno nel fiume trigno sotto Civitanova del Sannio..meraviglioso ma difficili entrambi i posti da raggiungere, strade dismesse e molto pericolose

  3. Vorrei fare un appunto alla sopra citata Sovrintendenza ai Beni Culturali: mai ente fu più inutile, almeno in Molise. Non c’è presa diretta sul territorio, quasi non lo si conoscesse, non c’è la capacità di avvertire un problema, non c’è l’amore per i nostri beni architettonici ed artistici: mancando questo, manca tutto il resto, quindi si fa posto ad erbacce ed anonimato. Mi è rimasta impressa l’affermazione di una dipendente di un noto museo di Campobasso che, ad un gruppetto di turisti giunto un quarto d’ora prima della chiusura, disse che era tutto il giorno che era lì e gli fece capire che si dovevano sbrigare. Ecco come le nostre ricchezze vengono trattate. E che ne dite della parte posteriore della chiesa di San Leonardo, imbrattata fino all’inverosimile e soggetta a risposte del tipo “provvederemo” quando glielo fai notare? Della serie: taci, che rompi. A che cosa serve piangere, se il latte lo abbiamo versato noi sul tavolo??

  4. Gennaro Castellitto

    Non c’è limite al peggio. Basta pensare a se stessi, curare il proprio orticello, farsi una birra, immergersi in quel mare scomposto di locali che bruciano l’intelligenza umana (vedi lo scempio di Campobasso), e poi il mondo finisce. Se abbiamo uno dei siti archeologici romani meglio conservati, se abbiamo avuto il privilegio di ospitare la civiltà più avanzata, intelligente, geniale del mondo come quella romana, chi se ne importa. C’è da darsi un pizzicotto. O un pugno in testa, considerando quanto siamo irriconoscenti verso il nostro patrimonio e la nostra storia.

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