Home / Politica / ALLARME A PALAZZO SAN GIORGIO. Il settore urbanistico è nel caos per la gioia degli speculatori

ALLARME A PALAZZO SAN GIORGIO. Il settore urbanistico è nel caos per la gioia degli speculatori

Allarme rosso a Palazzo san Giorgio. Il comune di Campobasso “non è in grado di far visionare o estrarre copie di documentazione relativa a vecchie autorizzazioni, licenze edilizie, concessioni edilizia, eccetera”.  Infatti, “è stato accertato che la difficoltà nel ritrovamento delle pratiche deriva da una non corretta, ovvero inesistente, archiviazione delle stesse perché nel depositarle presso i locali di Via Roma (ex scuola D’Ovidio) non è stato seguito alcun criterio”. Questa paradossale, imperdonabile, oltre che incomprensibile e ingiustificabile situazione dimostra l’approssimazione con cui operano le strutture comunali  fino al limite della irresponsabilità e, di riflesso, gli amministratori (per “culpa in vigilando”),  tant’è che “anche il Tribunale di Campobasso ha stigmatizzato tale comportamento ed ha invitato il sindaco (e per il esso il dirigente competente) a porre rimedio alla situazione”.  Il virgolettato lo abbiamo tratto dalla determinazione dirigenziale a firma dell’architetto Giovanna Iannelli, con cui il “dirigente competente” tenta di porre rimedio al caso di specie  e alle sue stesse responsabilità. In che modo? Semplice: allestendo in fretta e furia una  “squadra operativa che provveda ad un riordino generale degli atti depositati nei locali di Via Roma procedendo alla loro archiviazione, suddivendo gli atti per tipologia, fascicolandoli per anno, elencandoli per nominativo e (ove possibile) precisando il foglio e la particella catastale”. Fare ora ciò che andava fatto a suo tempo e non è stato fatto. Ad occuparsi di questa straordinaria (in tutti i sensi) situazione saranno, a rotazione, i geometri Saverio Zarrelli, Carlo Oriente e Giovanni Carluccio, “con l’ausilio di un operaio della squadra di manutenzione da individuarsi di volta in volta previa richiesta del nominativo al geometra Di Maio”. Sicché zelo, tempestività, ordinamento, fanno dei geometri Zarrelli, Oriente e Carluccio e, di volta in volta, di un operaio per il lavoro di facchinaggio concesso dal geometra Di Maio, l’àncora di salvezza di  un’amministrazione di cui s’è detto sempre poco, in termini critici, a fronte di così vistosi errori, omissioni e distorsioni. I detti Zarelli, Oriente e Carluccio sono pertanto figli di una evidente improvvisazione nonché  la squadra destinata alla costituzione dell’archivio di tutte le pratiche del settore urbanistica pomposamente assegnato e pomposamente detenuto dall’assessore Bibiana Chierchia che aveva promesso di fare  di Campobasso “una città europea” e si trova ad essere il referente politico e amministrativo di uno sfascio organizzativo e gestionale di inusitata gravità (gli archivi sono la memoria storica degli enti!) e di una deprecabile possibile “correità” morale. Da questo episodio si possono ricavare il perché e il per come l’urbanistica e l’edilizia a Campobasso annoverano lottizzazioni abusive in zona agricola, concessioni in deroga, autorizzazioni a costruire oltre misura e legittimità e, soprattutto, la impossibilità a risalire ai provvedimenti adottati, alle motivazioni tecniche e alle giustificazioni amministrative che sono alla base. Fatti, circostanze e determinazioni amministrative e dirigenziali risultano infatti sommersi e dispersi nel caos delle pratiche non archiviate, gettate disordinatamente negli scantinati dell’ex scuola D’Ovidio. Vogliamo credere e sperare che non ci sia dolo in questo contesto di superficialità, di approssimazione e di irresponsabilità. Cioè, che non ci sia un disegno preordinato alle spalle che abbia indirizzato l’amministrazione di Palazzo san Giorgio in una direzione sbagliata: considerare l’archiviazione un diversivo e non un rigido procedimento di registrazione, documentazione e garanzia. L’architetto Iannelli fa sapere che il tribunale di Campobasso ha stigmatizzato tale comportamento ed ha invitato il sindaco (e per il esso il dirigente competente) a porre rimedio alla situazione. Poteva fare di più? Forse. Comunque rimangono il dato di fatto e l’ammissione del guazzabuglio da parte della dirigente. Rimane l’eloquente  silenzio degli amministratori. Rimane l’accertamento che nel settore più complesso e delicato dell’amministrazione comunale, laddove sono in ballo affari  milionari (mercato fondiario; concessioni edilizie; cambi di destinazione d’uso;  abusivismo, permissivismo, favoritismo e clientelismo) e pericolo di corruttela, è stata impunemente aperta la porta al caos, alla insondabilità degli atti, alla impossibilità della loro verifica e contestazione. Alla impunità della pirateria politica.

Dardo

Di admin

Potrebbe Interessarti

Sanità molisana allo sfascio. Prima di sparare su Roma guardiamo in casa nostra

E’ la sanità, nel Molise, la vera, grande, malata. Affetta da una sorta di debolezza …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *