Home / Politica / A pochi giorni dalla decisione del consiglio regionale di manomettere il turismo rurale. A Tufara ha vinto il turismo religioso (sul frastuono dei baccanali estivi)

A pochi giorni dalla decisione del consiglio regionale di manomettere il turismo rurale. A Tufara ha vinto il turismo religioso (sul frastuono dei baccanali estivi)

S’e fatto spazio a fatica tra il frastuono di musiche, balli e sagre gastronomiche agostane che impazzano in un Molise che nella ricerca di sé non ha fatto mancare al ministro dell’Interno Matteo Salvini, già in tour elettorale a Termoli, l’abbraccio dei suoi fan ai quali ci vorrà qualche tempo per avvedersi che la crisi di governo innestata per il suo premierato, ai molisani costerà quasi sicuramente il finanziamento del Contratto Istituzionale di Sviluppo (Cis), perdendo così una delle rarissime opportunità di aiuto degli ultimi anni soprattutto alle zone interne. A farsi spazio in tanta allegra confusione e punte di esaltazione politica è stata la tavola rotonda imperniata sul turismo religioso tenuta a Tufara, cui ha preso parte, onorandola di autorevolezza, il presidente dell’associazione italiana “Itinerari Turistico – Religiosi interculturali accessibili” (Itria) Dino Angelaccio. Il turismo religioso è una realtà che ai valori della fede associa il valore documentale e ambientale dei luoghi dove la fede ha eretto chiese, cattedrali, santuari, conventi, e dove s’è dipanata nel corso del tempo la Via Francigena, per fare un esempio di partecipazione di livello europeo, di cui un tratto del percorso è nel Molise. Il nostro territorio ha grandi capacità di attrazione in questa branca del fenomeno turistico avendo una dote di chiese , cattedrali, santuari, conventi, e manifestazioni di fede (si pensi alla presenza in vita di Padre Pio a Campobasso e a Sant’Elia a Pianisi!) che per molti aspetti lo renderebbero protagonista se la Regione, invece di distruggere il turismo rurale denaturandolo a turismo di massa con la recente decisione di stabilire a 250 i posti a tavola nei locali di ristorazione, con ciò aprendo una concorrenza sleale nei confronti dei ristoratori e degli albergatori che onorano la ricettività e l’accoglienza tradizionali; invece di rincorrere il
consenso con atti clientelari di ostentato asseconda mento di piccoli interessi locali ponesse attenzione alle cose che hanno realmente uno spessore, un dato storico e una riconoscibilità univoci. D’altronde il diagramma turistico regionale è da anni costantemente in discesa e non accenna a risalire, compensato dalla eufemistica soddisfazione degli amministratori di Palazzo Vitale cui saggiamente, alcuni circoli culturali, non mancano di riservare fischi e pernacchie. Rara avis, però. A Tufara, dicevamo, la tavola rotonda ha riaperto il capitolo storico/turistico/culturale del turismo religioso e la porta ai volontari, ai professionisti, agli amministratori locali, ai militanti ed agli operatori sociali, economici e culturali, perché persistano “nell’impegno gratuito per frenare il declino del Molise e costruire nuove opportunità di sviluppo in ambiti innovativi”. “Una simile vitalità che in questi giorni di agosto giunge al culmine in quasi tutti i borghi del nostro territorio segna la tenacia di una popolazione che intende resistere nonostante i numeri e malgrado l’assenza di politiche nazionali e regionali per le aree interne”. Alla Tavola rotonda a Tufara, l’Associazione sociale e culturale “Giuseppe Tedeschi” è intervenuta col presidente onorario Michele Petraroia. Il già consigliere e assessore regionale nonché già segretario regionale della Cgil ha espresso il proprio sostegno “alle giuste intuizioni della comunità locale”e ha posto la propria esperienza progettuale “a realizzare strategie di cooperazione interregionale tra il Fortore campano, il cui patrono è proprio san Giovanni Eremita di Tufara, l’alta Daunia ed il Fortore molisano”. Una strategia da far inserire nel prossimo Quadro comunitario di sostegno Europeo 2020-2026 per condividere infrastrutture essenziali come la Fortorina in via di completamento da Benevento – San Marco dei Cavoti – Ponte Tredici Archi sulla Statale Foggia – Campobasso, progetti ecocompatibili legati all’innovazione sociale, alla sostenibilità ambientale, alla ricezione turistica, alla produzione agricola ed artigianale di qualità, all’accoglienza umanitaria e alla valorizzazione degli itinerari religiosi di estremo interesse che legano Pietrelcina a San Giovanni Rotondo passando per Sant’Elia a Pianisi, Jelsi, Gambatesa, Tufara, Cercemaggiore, Riccia, Gildone e le località del Fortore come Colletorto, Bonefro e Santa Croce di Magliano, dei borghi, dei castelli, dei laghi, delle aree protette. Il suo è il tentativo di chi resiste e merita di essere sostenuto al di là delle chiavi statistiche che hanno già decretato la morte sostanziale delle aree interne appenniniche. “Meglio lottare in piedi come fecero i Sanniti fino alla fine, che restare inermi”.
Dardo

Di admin

Potrebbe Interessarti

#vengoconquestamiaadirvi

di Franco Di Biase In quel tempo esistevano le Regioni, le avevano concepite per creare …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *