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A CUORE APERTO COI LETTORI La sfilata dei Misteri versione autunnale

Caro Dardo,

ho letto con attenzione il suo articolo sulla seconda uscita dei Misteri a Campobasso. Per la loro uscita, saranno contemporaneamente accese le luminarie. Mi pare una carnevalata non afferente una tradizione storica come quella dei Misteri. E per questo che ritengo una carnevalata. Le alberature del centro sono diventate pali per le catene di ferro per sorreggere alcune strutture luminose e per fare passare i fili della corrente. Non c’è che dire. Al peggio non c’è mai fine. Con rispetto

Mario Albiniano

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Non avrei altro da aggiungere a ciò che ho scritto sulla sfilata autunnale dei Misteri in concomitanza del trecentesimo anno di nascita di Saverio Di Zinno assurto debitamente a simbolo dell’arte e della creatività molisane. Ben altre scelte avrebbero potuto assecondare il desiderio di ricordarlo in tutta la sua poliedrica  personalità artistica e creativa. Insisto: un grande convegno di caratura nazionale (quantomeno), con esperti e studiosi che del Nostro, avrebbero potuto certificare sia l’arte che la creatività, spiegandone i prodromi e gli effetti per renderli patrimonio nazionale. Offrire in forma contenuta e dimostrativa le caratteristiche della sfilata e delle “macchine” con l’ausilio di filmati documenti fotografici, evitando alterazioni storiche (la sfilata è strettamente connessa al Corpus Domini) e spettacolari a soli fini propagandistici ed elettoralistici. Nella mia analisi è mancata la parola “carnevalata” che Lei, Mario, ha usato con perfetta aderenza agli effetti scenici che saranno prodotti dalle luminarie e dal contorno, ormai consueto e inevitabile, delle bancarelle e dei saltimbanchi, ingredienti basilari di qualsivoglia manifestazione che abbia in sé il seme  del divertimento. Per Di Zinno sarebbe stato il caso di una manifestazione che avesse in sé il seme della riflessione. L’unica via che potrà portare, se imboccata seriamente, alla valorizzazione definitiva dei Misteri e, di riflesso, della città che li ospita. Saremo pertanto spettatori di una dimostrazione (amministrativa e organizzativa) che ha preferito privilegiare la spettacolarità, l’ammuina, la carnevalata alla possibilità di alzare il livello dei contenuti, quelli veri, dei Misteri e del loro significato culturale. Notazione: in prossimità delle elezioni amministrative si rincorre il consenso. L’amministrazione comunale ha scelto di rincorrerlo con le luminarie largamente  anticipate utilizzando senza ritegno le alberature e contornando, senza ritegno,  di pupazzi “L’albero della vita”, l’opera scultorea di Gino Marotta (che vale ed oltrepassa il valore artistico di Di Zinno), in Villa dei Cannoni. Le luminarie, mai così ridondanti (sebbene con materiale ampiamente usurato fatto passare per novità), le bancarelle, la sfilata in versione autunnale  dei Misteri sperimenteranno il gusto popolare e la resistenza fisica dei figuranti. Comunque andrà, vedrà, sarà un successo!

Dardo

Di admin

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2 commenti

  1. Mariella Mastroberardino

    Qui non si tratta di fare la polemica per la polemica, ma solo di constatare un dato di fatto: quando si vuole, le cose si fanno, e Campobasso ha dimostrato, ancora una volta, tutta la sua inconcludenza nel destinare soldi a luminarie di tutti i tipi e poi lasciare morire il verde pubblico, avere marciapiedi colabrodo (che magicamente dovrebbero essere messi a posto alla vigilia della prossima elettorale), non avere un piano regolatore, essere in balia della più completa anarchia. Il grande Paolo Saverio Di Zinno, da vero campobassano, vorrebbe vedere una città più bella, decorosa, ordinata, vivibile, non qualche luce che si accende per pochi giorni.

  2. Il solito kitsch in salsa campobassana. C’è anche da dire che Campobasso, più che mai sotto questa giunta fantasma, si è coperta di ridicolo: ha pensato a vestirsi con la borsetta e non con il cappotto durante l’inverno, che tradotto significa: pur mancando di tutto, ha dato importanza all’accessorio e non all’essenziale. Davvero patetico.

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