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Prefettura: Numeri sbagliati per Gravina? Errore del Comune

Sulle notizie in relazione all’errore della mancata assegnazone dei voti al candidato sindaco dei Cinque Stelle, Roberto Gravina, da parte del Comune di Campobasso interviene la Prefettura del capoluogo che sottolinea come le operazioni della struttura prefettizia sia sta corretta.
“In relazione alle dichiarazioni riportate nell’ articolo di stampa e nei servizi televisivi corre l’obbligo di precisare innanzitutto che le tabelle di scrutinio per l’elezione del Sindaco, cui fa riferimento l’autore dei servizi e degli articoli di che trattasi, sono predisposte dal Ministero dell’Interno sulla base di uno specifico modello la cui struttura è uguale per tutti i Comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti e vengono stampate a cura dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato.
Dette tabelle sono state solamente distribuite dalla Prefettura che, come risulta facile intuire, non ha e non poteva apportare alcuna modifica al modello ministeriale.
Come avvenuto in occasione delle precedenti elezioni comunali e, nel caso della consultazione del 26 maggio, sia per il Comune di Campobasso che per quello di Termoli, questa Prefettura ha inoltre dotato gli Uffici elettorali comunali della modulistica da utilizzare per le comunicazioni dal seggio agli Uffici medesimi.
Va inoltre evidenziato che la comunicazione dei dati e la successiva rettifica sono stati curati dal Comune di Campobasso il quale, abilitato sin dalle precedenti elezioni comunali ad accedere al sistema informatico elettorale del Ministero dell’Interno, ha direttamente trasmesso al Ministero medesimo i dati acquisiti.
Tale precisazione non rappresenta in alcun modo un discarico di responsabilità in danno dell’Ente comunale ma esclusivamente la specificazione delle diverse rispettive competenze nel procedimento elettorale.
Risulta pertanto chiaro che le notizie divulgate non sono veritiere e denotano un difetto nella verifica dell’attendibilità dei contenuti delle informazioni diffuse, verifica che costituisce uno dei principali obblighi dei giornalisti.
Pertanto qualsiasi addebito di responsabilità alla Prefettura e, in particolare, al Prefetto, appare senza ombra di dubbio finalizzato a screditarne pubblicamente l’immagine e la professionalità, mediante l’utilizzo strumentale di informazioni che non hanno alcun fondamento e per le quali non è stata effettuata alcuna preventiva verifica presso l’Ufficio elettorale provinciale.
Ciò risulta ancor più palese in quanto, sia nei servizi giornalistici dedicati, sia nell’articolo di stampa pubblicato sul quotidiano on line, viene inopinatamente fatto esplicito riferimento all’impugnativa della legge regionale sull’editoria, questione già in più occasioni utilizzata per censurare l’operato del Prefetto che – si ritiene opportuno puntualizzare – nell’ambito delle sue prerogative istituzionali di Rappresentante dello Stato nel capoluogo, esamina le leggi regionali e valuta, con il supporto e il parere dell’Avvocatura distrettuale dello Stato, le segnalazioni da inviare alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Ad ulteriore riprova di tale intento strumentale, anche delle rettifiche richieste da questa Prefettura ai sensi della normativa di settore non è stata data lettura integrale ma, al contrario, le stesse hanno costituito occasione per ulteriormente adombrare responsabilità e asserite inefficienze o titubanze in capo al Prefetto, con toni e modalità che certamente non sono confacenti ai principi di correttezza e rispetto della verità cui deve uniformarsi chi esercita il diritto di cronaca.
Infatti, tra le altre cose, contraddicendo quanto detto in un primo tempo circa i problemi che sarebbero stati creati dalle tabelle di scrutinio, nel servizio successivo alla richiesta di rettifica, viene modificata la precedente versione dei fatti attribuendosi, questa volta, il disguido ad errori nei modelli di trasmissione utilizzati per le comunicazioni dal seggio agli Uffici comunali.
Tali modelli – che riproducono quello fornito dal Ministero con la sola aggiunta della indicazione delle liste e dei candidati Sindaci – sono riepilogativi dei dati contenuti nelle tabelle di scrutinio e identici, nella struttura, per i Comuni di Campobasso e Termoli.
Non si comprendono dunque le motivazioni per le quali viene riferito che gli stessi avrebbero indotto in errore i 56 Presidenti di seggio di Campobasso, considerato che detta modulistica riproduce lo schema allegato ad apposita circolare del Ministero dell’Interno, diramata su tutto il territorio nazionale.
Si ritiene doveroso divulgare il presente comunicato per una corretta informazione nei confronti dei cittadini al fine di fare piena luce su una vicenda che, se oggetto di una non fedele rappresentazione della realtà dei fatti, può dare luogo ad una comunicazione distorta con effetti pregiudizievoli nella percezione, da parte dell’opinione pubblica, del ruolo e delle attribuzioni del Prefetto, oltre che del suo operato”.

Di admin

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