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“Zuccherificio, una morte che non interessa a nessuno”

Egregio direttore,

rimango sempre piu’ basito dalla gestione della vicenda Zuccherificio, una vicenda che ha lasciato l’amaro in bocca a tanti, ma soprattutto ai suoi ex dipendenti, che non vedono ancora la luce di una loro possibile ricollocazione. Mi sembra che si stia procedendo a tentoni, che si risponda con idee o promesse solo quando I lavoratori alzano la voce, ma che poi si ripiombi nel silenzio. Tutta la vicenda ha del grottesco, sin da quando I passati governi regionali vollero mettere il becco nella gestione aziendale, pensando erroneamente e presuntuosamente che la Regione potesse fare impresa. La stessa ottusita’ si sta utilizzando ora nei confronti della riconversione professionale di gente  che ha gia’ subito un forte trauma a causa del licenziamento. In Molise tutto scorre inesorabilmente senza trovare una via d’uscita: sembra di stare dinanzi a quegli arabi che, nella calura dei loro Paesi, snocciolano quella specie di rosario nel sonnecchiamento generale. C’e’ chi, forte delle sue esperienze nel Nord Italia, ha proposto l’acquisto dell’azienda o di un suo ramo da parte degli stessi lavoratori tramite finanziamenti agevolati, chi sta tentando di rendere appetibile il progetto di ricreare un mini-polo saccarifero che punti pero’ sulla diversificazione del prodotto, chi vorrebbe adibire il sito ad industrie alimentari di vario genere: quello che sia, si stanno prendendo sul serio queste proposte per dare uno sbocco agli ex dipendenti e non accettare la fine di una storia in modo cosi’ passivo? Sono sicuro che di risposte ne avrei ben poche, mentre infiammerei il dibattito se parlassi dell’ospite d’onore al concertone del Corpus Domini piuttosto che dei candidati alle prossime elezioni regionali. Bene, allora lasciamo che al dibattito prenda parte Marco Aurelio (imperatore romano n. 121 d.C. –  m. 180 d.C.), che sicuramente puo’ spiegare le cose meglio di me:”Ogni  essere razionale e’ soddisfatto di se’ quando procede per la giusta via, e un essere razionale procede per la giusta via quando non da’ il suo assenso a nessuna rappresentazione falsa od oscura, quando dirige I suoi impulsi solo verso il bene comune” (Pensieri). Mi auguro di aver reso l’idea.

Cordiali saluti, Achille Colapietra

 

Di Giuseppe Saluppo

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6 commenti

  1. Sposo al 200% tutto l’impianto della lettera. Passare dinanzi al sito getta in me molta tristezza e, senza volermi mettere in cattedra, posso solo constatare l’inconcludenza della politica locale, le mancate promesse, la mancata programmazione. In poche parole: la totale mancanza d’amore per il Molise!!

  2. Egregio signore, come lei dice nel nord Italia molti lavoratori hanno formato cooperative che funzionano e che hanno salvato molti posti di lavoro che stavano per essere persi, ora, dato che esistono anche progetti per l’agro-alimentare finanziabili con soldi europei (cioè anche soldi nostri) il fatto di poter accedere a tutto ciò dovrebbe stimolare all’auto impresa , mi chiedo perché no? Perché le sembra così scandaloso?

    • Achille Colapietra

      Perdoni, Emanuela, ma non capisco la sua domanda: da quale parte della lettera deduce che io ritengo ‘scandaloso’ l’accesso a fondi europei o l’auto-finanziamento? Ha certamente interpretato male…

  3. Gianfelice Raffalli

    La vicenda dello zuccherificio e’ a dir poco stucchevole. Un ente come la Regione che ci ha voluto mettere mani per anni causandone il fallimento, ed una attuale classe politica che, con la scusa di aver ereditato un disastro, non ha saputo trovare valide alternative. Ma dove vogliamo andare se siamo messi così? E noi l’anno prossimo dovremmo persino andare a votare? Ma fatemi il piacere!!

  4. Forse, per amor di sintesi, non era completamente chiaro che mi riferivo a tutta una serie di discussioni sindacali e non sullo zuccherificio, per cui il misunderstang era che ero completamente a favore di ciò che anche lei prospettava

  5. Demetrio Colacci

    Ci sono colpe da tutte le parti in questa vicenda: colpe del passato governo regionale, che ha pensato, con le ennesime clientele, di mandare avanti la struttura, dimenticandosi che la Regione, in quanto ente, deve semplicemente garantire le condizioni economiche, fiscali, giuridiche perché si possa fare impresa. Colpe dell’attuale esecutivo, che balbetta dinanzi al grido d’aiuto dei lavoratori. Colpe anche di tutti quei molisani che sono rimasti e continuano a rimanere indifferenti alla cosa, pensando, erroneamente, che sia sufficiente salvaguardare il proprio posto di lavoro, poi chi si è visto, si è visto.

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