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Zona Franca urbana, qualcuno dovrebbe dimettersi

di Giuseppe Saluppo

E’ una di quelle vicende che potrebbero determinare la fine di un’amministrazione comunale. Ci riferiamo al bando per la Zona Franca urbana di Campobasso. I provvedimenti attesi da una larga parte di chi ha una propria attività commerciale o artigianale e degli stessi studi professionali. Ma, a Campobasso, contrariamente ad altre parti d’Italia, si è preferito procedere a macchia di leopardo. Perché, privi di una programmazione. Ovvero, di cosa fare e, soprattutto, di cosa attendersi, in termini di risposta, dal territorio. Così, ci sono strade, come via XXIV maggio, che vede da un lato soggetti che possono beneficiare dei provvedimenti di defiscalizzazione e dall’altro lato della strada, invece, no. Un assurdo, dal punto di vista di qualsiasi programmazione. Un assurdo, perché determina scompensi e situazioni di privilegio. Insomma, come dire un dolo. Poi, mentre altri comuni interessati hanno provveduto a costituire un gruppo di assistenza interna a quanti decisi a fare domanda, al comune di Campobasso una parte della gestione la si è affidata ad esterni. Mentre assente è proprio il sistema di accompagnamento sopperito da associazioni di categoria. Scusate, ma perché, allora, un gruppo esterno? Per fare cosa? E, così, i titolari di quelle attività che non rientrano nei provvedimenti si sentono defraudati. Un problema politico, dunque. Un problema che deve essere portato in Consiglio comunale. E, forse, dinanzi all’assenza di programmazione, di strategia, di visione d’insieme dei problemi qualcuno dovrebbe, pure, dimettersi.

Di Giuseppe Saluppo

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