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Zes, ora riaprire il progetto del corridoio ferroviario

di Giuseppe Saluppo

La possibilità di dare vita alla Zona economica speciale in Molise, con oltre 500 ettari da perimetrare, l’area portuale e quella interportuale, riapre anche il capitolo legato alla necessità di realizzazione di un corridoio ferroviario da Termoli – Boiano- Venafro in grado di velocizzare il trasporto, soprattutto, merci, dalla dorsale adriatica a quella tirrenica e viceversa. Tra l’altro, si tratterebbe di un’opera fondamentale per il Molise che è l’unica regione non attraversata da un corridoio ferroviario e, dunque, che finisce con l’essere non attrattivo come territorio per nuovi investimenti. Visto, allora, che scopo precipuo della Zona economica speciale è proprio quella di rivitalizzare il territorio attraverso le imprese, riaprire una pagina storica rappresentata dal corridoio ferroviario potrebbe essere assai utile dal punto di vista della ripresa economica. Corridoio ferroviario inserito tra le priorità dal governo immediatamente dopo l’Unità d’Italia perché era il tragitto di collegamento più corto e veloce dal porto di Napoli verso la dorsale adriatica. Perché il possibile porto di Termoli che avrebbe dovuto conoscere una fase di sviluppo, è situato esattamente a metà, in miglie nautiche, tra i porti di Ancona e di Bari. E Termoli, perché guarda l’altra parte dell’adriatico. Considerazioni espresse nel lontano 1861 dalla commissione parlamentare e tecnica del dicastero dei Lavori pubblici. Poi, però, altri interessi portarono a non realizzare un’opera, per i tempi, avveniristica, e che oggi diventa di stretta attualità.

Di Giuseppe Saluppo

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Un Commento

  1. È chiaro ed evidente che questa infrastruttura può diventare motore di sviluppo territoriale, ma l’esperienza insegna chepuntare ad opere di vasto respiro mentre si progettano migliorie dell’esistente,porta ad un ritardo sine dei delle opere medesime per il fatto che gli stanziamenti devono essere riprogettati come pure tutta la trafila dei lotti di attuazione e quant’altro perciò mi sembra che in attesa dell’eventuale progetto di completamento dell’opera sia indispensabile puntare prima sull’ammodernamento della tratta Venafro – Campobasso e magari in corso d’opera,cioè quando ormai non si possa più tornare indietro, puntare al completamento,questo non per accantonare il progetto più ampio,ma per evitare ulteriori lungaggini burocratiche che potrebbero protrarre i disagi attuali dei viaggiatori che non sono pochi

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