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Visita istituzionale e non solo

Sul piano dell’immagine funziona, molto meno sul piano della concretezza. Che il presidente del consiglio regionale vada in veste istituzionale in giro per il Molise ad incontrare le comunità locali aiuta a dargli prestigio, salvo poi a vedere quali saranno gli esiti concreti e, soprattutto, quali gli esiti delle promesse che nel corso degli incontri, annotando le richieste degli amministratori locali, avranno un riscontro concreto. Abbiamo dato sempre attenzione all’attività rappresentativa di Cotugno e alle sue impennate dallo scanno presidenziale per rivendicare il diritto/dovere di rappresentare gli interessi della società molisana spalmata sull’intero territorio regionale: dalla città di  Campobasso, per la quale ha chiesto invano al collega presidente della giunta, Paolo di Laura Frattura, di essere ragguagliato sugli sviluppi tecnici e amministrativi della costruzione della sede regionale sull’area di sedime dell’Ex hotel Roxy in Piazza Savoia e su parte dell’area dell’ex campo sportivo Romagnoli; come dalla più esigua comunità locale del Molise, il comune di Provvidenti, dove nella giornata odierna incontrerà gli amministratori e con essi discuterà dell’esistenza dei “Piccoli Comuni” da qualche settimana disciplinati dalla legge dello Stato che pare essere un cappio al collo dell’autonomia e dell’autogoverno. Esistere: soprattutto potendo mantenere la propria identità, salvaguardare le proprie radici culturali, avvalendosi  dei progetti e dei programmi per lo sviluppo del territorio. Se non saranno concetti astratti ma valutazioni di merito ad avere spazio, dovrà emergere la soluzione per tenerli in vita, i piccoli comuni, e per assicurare ad essi le condizioni oggettive che li salvaguardi.  La legge dello Stato va nella direzione opposta e le assicurazioni del presidente del consiglio dei ministri nei riguardi dei piccoli, piccolissimi  comuni afflitti dal terremoto in Umbria e nelle Marche “che saranno ricostruiti come sono e dove sono”,  si caricano di una responsabilità difficile da accreditare. La legge, i piccoli comuni li priva di risorse e li vuole accorpati, farne un accrocco indistinto, inevitabilmente competitivo al suo interno. La Regione Molise, con la costituzione e dell’Egam, l’Ente che gestirà le risorse idriche,  sotto questo aspetto è andata più avanti dello Stato. L’incontro odierno di Cotugno con gli amministratori dei piccoli comuni molisani a Provvidenti diventa la cartina del Tornasole per  veder decantare i progetti e i propositi della Regione sul futuro complessivo del territorio molisano e  in esso del ruolo e dell’incidenza (anche storica) dei comuni con popolazione al di sotto dei cinquemila abitanti. L’invito che gli è stato rivolto si carica di molti aspetti, oltre la formalità istituzionale. Di molti aspetti a sua volta si carica l’attesa su ciò che il presidente Cotugno dirà, soprattutto in difesa del futuro delle piccole comunità molisane. “Morire o sognare”, ha scritto il vice sindaco di Provvidenti, Lorenzo Di Rocco, in cuor suo sperando di sognare. Dipenderà anche dal presidente Cotugno e per quanto sarà in grado d’incidere sulla programmazione regionale e sulla potestà del presidente della giunta regionale, passato dalle urne elettorali come il presidente del Molise di tutti.

Dardo

 

 

Di Dardo

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