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“Ho vinto il ricorso contro l’Asrem per lavorare visto che venivo pagato”

“Ho vinto una causa perché chiedevo di potere lavorare visto e considerato che mi pagavano”. Così l’ortopedico Angelo Di Stefano nel corso di una conferenza stampa. “Il giudice mi ha riconosciuto il giusto indennizzo per il demansionamento dalle funzioni di primario che l’Asrem mi aveva assegnato mandandomi a dirigere l’unità a Termoli. Dopo sei mesi, però, ha revocato il provvedimento creando il reparto di Chirurgia vertebrale all’interno dell’ospedale Cardarelli con la mia sola presenza. Per circa due anni, così, non ho fatto praticamente nulla e ho denunciato più volte la situazione in essere alle autorità competenti. Ora, addirittura, il reparto è stato soppresso anche se non ha mia funzionato e, ritengo, non sia stato mai censito. Così, a un mese dal mio pensionamento, il tribunale ha riconosciuto valide le mie argomentazioni riconoscendomi il giusto indennizzo. Chiederò che a pagarlo siano quei dirigenti dell’Asrem che hanno determinato i problemi da me denunciati”. Perché è accaduto? Di Stefano ha sottolineato di avere sempre lottato “contro i poteri forti. Da un po’ di tempo sono tanti, troppi i dirigenti che vengono da fuori regione. Possibile che di molisani capaci non ce ne siano. E, poi, nei sei mesi di primariato all’ospedale di Termoli ho prodotto un risparmio di 250mila euro per l’acquisto di protesi alla metà del presso pagato fino ad allora. Mi sarei atteso un encomio invece mi hanno revocato l’incarico che, ora, è stato riconosciuto illegittimo dal giudice. Pagato per non lavorare. Assurdo”.

Di Giuseppe Saluppo

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