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Villa De Capoa, l’abbandono

Villa comunale de Capoa a Campobasso. Una decadenza collettiva che traduce senza aggiunta di aggettivi qualificativi una società civile che ha accantonato la storia locale, le sue prerogative estetiche e funzionali, il bello, l’eleganza, la ricerca di ciò che opportunamente viene riassunto nel benessere del corpo e dello spirito e del tempo libero che la settecentesca Villa De Capoa, tra i pochissimi esempi di “giardino all’italiana” nel Meridione d’Italia, ha recato e potrebbe ancora recare se solo i campobassani e i molisani fossero indotti, sollecitati, appellati a riconoscerla tale: valore estetico di una civiltà che ancora permea la città con le sue residue testimonianze. La Villa è bene comune, una eredità di cui l’amministrazione comunale non ha coscienza e per questo l’ha abbandonata alla gramigna, in perfetta simbiosi con la gramigna culturale di cui è vittima ed espressione. Diversamente farebbe di tutto perché quel patrimonio estetico e ambientale tornasse ad essere una condizione larga e costante di frequentazione e ammirazione, godimento e soddisfacimento. Di tutto, per riportarla in auge, rimetterla in circolo, renderla un’attrazione, finanche una necessità, un sollievo allo sguardo ormai sottomesso agli imbrattamenti, ai rattoppi, alla dequalificazione, agli abusi, al disordine e alla approssimazione. Sono almeno due le generazioni a cui è stata sottratta la Villa come luogo d’incontro e di ristoro. Chissà quando ritornerà nella sua bellezza?

Di admin

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2 commenti

  1. Mariella Mastroberardino

    Quando ritornerà alla sua bellezza? Quando la testa e l’animo dei campobassani cambieranno! Senza un cambiamento culturale, non potrà mai esserci quello materiale.

  2. Carlotta Scognamiglio

    Devo dire, senza tema di smentita, che il ventaglio delle tipologie di degrado presenti nel capoluogo è difficilmente riscontrabile altrove, così come sono difficilmente riscontrabili una seria presa di coscienza ed uno scatto d’orgoglio da parte della cittadinanza, che continua a fare finta di niente ed a bearsi del proprio piccolo mondo. E l’amministrazione questo lo sa: ecco perché continua imperterrita nel suo pressappochismo verso questi ed altri problemi.

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