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“A via Piave nessun Centro di accoglienza”

“A via Piave, a Campobasso, non ci sarà alcun Centro di accoglienza straordinaria”. A dirlo, è l’assessore comunale alle Politiche sociali del Comune capoluogo, Alessandra Salvatore. Timori, infatti, si erano avuti in una zona, tra l’altro, a forte degrado.  Le notizie vengono dalla Prefettura di Campobasso (unica titolare del potere abilitativo all’apertura dei centri di accoglienza straordinaria).  A fronte di una disponibilità di 528 posti, nei centri di accoglienza della città di Campobasso sono presenti 500 migranti, cui si aggiungono i 30 migranti ospiti degli Sprar del capoluogo ed i minori stranieri non accompagnati. Inoltre, proprio in Prefettura si è discusso del programma di rimpatrio assistito volontario attuato  in collaborazione con il Ministero dell’Interno e che agevolerà anche in Molise (che accoglie 2.571 migranti nei 74 Cas) il processo di riduzione, già in atto da alcuni mesi, delle presenze dei migranti sul territorio molisano e nazionale. Per l’assessore Salvatore, “in prospettiva dunque, anche in considerazione della partenza degli altri progetti Sprar candidati dal Comune di Campobasso, si continuerà a lavorare per depotenziare numericamente l’accoglienza straordinaria (fino alla chiusura, ove possibile, dei Cas esistenti) a vantaggio del circuito Sprar. Far leva sulla paura e sulle difficoltà che in questo momento, per questioni contingenti, si stanno vivendo in tutto il Paese – aggiunge l’assessore – è un’operazione che non produce alcun effetto benefico sullo stile di vita dei cittadini, ma che al contrario contribuisce ad esasperare gli animi di una comunità che invece ha sempre dato prova di senso di responsabilità e di accoglienza. Questo non vuol dire – chiude l’assessore alle politiche sociali – che si possano tollerare situazioni di degrado, là dove riscontrate”.

Di Giuseppe Saluppo

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2 commenti

  1. Dominic Cotti Cottini

    La signora Salvatore dovrebbe stare più attenta alla gestione di certe tematiche, e non cavarsela con rassicurazioni successive alle critiche dei cittadini (sacrosante). Una cosa o è bianca o è nera. Il centro d’accoglienza o è una ulteriore fonte di caos e di degrado per la città o non lo è. Non si può pensare di gestire problemi così delicati come uno studente delle elementari.

  2. Purtroppo, nello stile di molti esponenti della classe politica, si parla con la pancia sazia e non sporcandosi mai le mani. Le varie iniziative solidali dell’assessorato nei confronti dei migranti sono state prese con questo spirito. Poi, visto il malcontento serpeggiante nella popolazione campobassana, la titolare del dicastero ha smentito l’installazione di un nuovo centro migranti.
    Vorrei semplicemente dirle: deve essere convinta di quello che dice, non affermarlo solo a seguito di rimostranze cittadine. Perché? Perché deve essere in primo luogo convinta che non si può continuare a fare assistenza a queste persone. Occorre trovare ben altre soluzioni, che risiedono in primis in azioni diplomatiche che portino quei Paesi a vivere autonomamente da un punto di vista socio-economico, in seconda analisi a scolarizzare quelle popolazioni, perché si approprino di una concezione più razionale e dignitosa della loro vita, che li porti ad essere artefici del loro destino. Se non le è chiaro questo, allora abbiamo finito di discutere.

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