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Il Veneziale non va dimensionato

Il Consiglio comunale di Isernia, presieduto da Giuseppe Lombardozzi, ha approvato un documento relativo al primo argomento all’ordine del giorno, avente come oggetto: «Incertezze e criticità riguardanti l’ospedale “Veneziale”. Iniziative finalizzate a evitare il ridimensionamento della struttura».

Al momento della votazione, le minoranze, ad eccezione del consigliere Tedeschi, si sono allontanate. Hanno votato in 21. I voti favorevoli sono stati 19, gli astenuti 2 (Fantozzi e Tedeschi).

Questo il contenuto dell’atto deliberativo consiliare:  PREMESSO che la Sanità molisana sta attraversando un momento di particolare difficoltà, a seguito del varo di una serie di provvedimenti emanati in ambito governativo e regionale, nonché di discutibili iniziative di riassetto aziendale/sanitario – assunte dai vertici dell’ASREM – in seguito alle quali si sono registrate nel tempo numerose manifestazioni di protesta ed iniziative promosse sia dalla collettività molisana, sia da specifici comitati, volte a tutelare il diritto alla salute di tutti i cittadini ed a contrastare l’eventuale depauperamento dei servizi sanitari della nostra città e dell’intera area territoriale;

TENUTO CONTO che il Molise, più di ogni altra Regione – e di conseguenza la città d’Isernia – sono fortemente e severamente penalizzati dalle recenti disposizioni in materia sanitaria, tanto da mettere fortemente a rischio il fondamentale diritto alla salute dei cittadini, previsto e tutelato dagli artt. 32 e 117 della Costituzione;

CONSIDERATO che – probabilmente – entro la fine del mese di ottobre 2016, è intenzione dei vertici regionali e dell’ASREM procedere all’approvazione del “Piano Operativo sanitario Speciale” e del consequenziale “Atto Aziendale di riorganizzazione della sanità sul territorio regionale”, senza però che siano stati minimamente anticipati i contenuti degli stessi, ingenerando forti timori sia nel personale sanitario sia tra la popolazione che, di fatto, ha visto cadere nel vuoto ogni iniziativa promossa negli ultimi anni a tutela dei propri diritti;

EVIDENZIATO che, ad oggi, il contenuto dei citati “Piani sanitari” è del tutto ignoto finanche a questo Consiglio Comunale che, di conseguenza, non potendo prendere cognizione degli stessi, non è in condizione di avanzare eventuali proposte e suggerimenti su una possibile riorganizzazione che non vada a privare la città dei servizi sanitari fondamentali ed in particolar modo quelli legati alla rete dell’EMERGENZA;

RILEVATO che, da anticipazioni riportate dagli organi di stampa e da informazioni presenti sul sito ufficiale della Regione Molise, si prospetterebbe un possibile, grave declassamento dell’Ospedale “F. Veneziale” di Isernia, da Presidio ospedaliero in stabilimento a bassa intensità assistenziale; scelta quest’ultima che andrebbe inesorabilmente a ledere la possibilità di fornire un adeguato servizio di assistenza sanitaria e metterebbe ad alto rischio l’incolumità dei cittadini, che sarebbero costretti per molte urgenze a raggiungere i distanti nosocomi del capoluogo di Regione;

CONSIDERATA la crescente preoccupazione della collettività dell’intera Provincia di Isernia per le imminenti decisioni che saranno adottate in merito dall’Autorità regionale;

DELIBERA,

fermo restando il rispetto delle norme a tutela del diritto alla salute, costituzionalmente garantito, all’interno del suddetto “Piano sanitario”,

  1. di FAR VOTI affinché i vertici regionali si impegnino a continuare a considerare l’Ospedale “F. Veneziale” di Isernia come Presidio Ospedaliero con autonomia gestionale e funzionale, nonché a garantire il trattamento delle patologie ^tempo dipendenti” in sede H24, anche per il tramite di un DEA di I livello in base alle Strutture ed ai Servizi già esistenti;
  2. di DARE MANDATO al Sindaco affinché rappresenti alla Regione le istanze di cui sopra e si attivi per la convocazione, in tempi brevi, di una Conferenza dei Sindaci della Provincia, al fine di coordinare e rafforzare tutte le possibili iniziative anche con l’ausilio di esperti del settore.

 

Di Giuseppe Saluppo

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