Home / Politica / Fare uscire dalla tenda a ossigeno i piccoli comuni

Fare uscire dalla tenda a ossigeno i piccoli comuni

di Giusepe Saluppo

I piccoli comuni rappresentano una parte enorme del territorio molisano e costituiscono il presidio più importante per la cura e il mantenimento del territorio medesimo, nonché del suo patrimonio ambientale e culturale. Questi comuni hanno visto, negli anni, progressivamente ridursi le risorse a loro destinate e hanno fatto dunque ancora più fatica a tamponare la fuga dei propri cittadini. Solo quello che un tempo si sarebbe chiamato “cieco furore ideologico” può condurre a presentare l’obbligo di fusione come una via per rigenerare i comuni e razionalizzarne l’amministrazione e i servizi, quando si ha a che fare con realtà nelle quali è divenuto scomodo (per non dire impossibile) rimanere a vivere perché vi vengono chiuse le scuole, gli ambulatori, gli uffici postali. Davvero si pensa che lo spopolamento possa essere fermato imponendo una fusione che porterà sicuramente altri tagli e altre “razionalizzazioni”? La necessità, oggi, è quella di una vera battaglia politica che ha al suo centro la questione del territorio e della vita dei cittadini. Ecco perchè non si può assistere in silenzio al tentativo di umiliare fino ad annientarli del tutto, i cittadini dei paesi che vivono con i piedi piantati su quel corpo che rappresenta l’essenza stessa della regione. Non è questione sentimentale o nostalgica. Qui bisogna restituire vita e dignità a quei luoghi e a quei cittadini che vogliono continuare a dare forza e speranza ai piccoli paesi ossatura del sistema molisano.

Di Giuseppe Saluppo

Potrebbe Interessarti

Cotugno: “Riconsiderare le strade della Provincia di Isernia”

Il Presidente del Consiglio regionale del Molise, Vincenzo Cotugno, in una lettera indirizzata al presidente …

2 commenti

  1. Alberto Mastrocola

    Io non banalizzerei il discorso dicendo che, poiché si chiudono scuole, ambulatori ed uffici postali, si spopolano i paesi. Signori, non perdiamo di vista una cosa fondamentale, imprescindibile: IL LAVORO. Se intorno a questi piccoli centri non ci sono fabbriche o aziende agricole, ditemi voi di che cosa si vive. Scuole, ambulatori ed uffici postali vengono DOPO, e sono la diretta conseguenza della presenza di un indotto industriale ed agricolo che possa consentire al cittadino di non fare le valigie per cercare fortuna altrove. Da questo scaturisce tutto il resto, non viceversa!

    • Donatella e Dario Autieri

      Sono d’accordissimo su tutto l’impianto concettuale. Non si può decidere di avere la memoria corta o di fare osservazioni superficiali semplicemente per catturare l’immaginario collettivo: senza le piccole industrie manifatturiere ed agricole si spopolano interi paesi e si snatura un territorio. Le scarpe di Salcito? Il farro di Trivento? Chi se li ricorda? Ed ora vedete come se la passano quei borghi! Non possiamo essere tutti colletti bianchi o liberi pensatori: la vera natura della nostra regione e’ agricola e legata alla piccola manifattura. Mettiamocelo bene in testa se vogliamo rinascere!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*