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Uno sberleffo alla Lattanzio

A volte, e questa è una delle volte, il consigliere regionale (ex Pd), ma già assessore alle politiche Sociali, Michele Petraroia, muove a tenerezza per il modo “politicamente corretto” di fare opposizione alla maggioranza. Dinanzi alle macroscopiche disattenzioni della giunta o degli Uffici regionali che farebbero gridare allo scandalo, egli non trova di meglio che sollecitare e auspicare: usa verbi che rimandano a impegni non assunti o a soluzioni non prese. Siccome di auspici e sollecitazioni ne sforma quasi uno al giorno, il sentimento di tenerezza nei suoi confronti, per l’evidente scarsezza di risultati, viene naturale. Gli ex colleghi di giunta, il presidente Frattura, e le strutture, senza troppi riguardi, sostanzialmente, lo snobbano. E snobbando lui, purtroppo, snobbano problemi di notevole portata sociale quale, ad esempio, la revoca della deliberazione 151 dell’11 aprile assunta dalla giunta per trasferire le Politiche sociali al comparto della Sanità (direzione generale per la Salute).
L’intento che ha mosso la giunta a decidere in tale senso è quello di collocare le Politiche sociali per il tramite della Direzione generale della Salute (Marinella D’Innocenzo) nella sfera d’azione della presidenza. Il dibattito ch’è seguito a quella delibera dal chiaro segno strumentale, le proteste che si sono avute dai settori dell’assistenza sociale, i rilievi formulati da più consiglieri regionali, le mozioni presentate al consiglio regionale da Petraroia e da Iorio, Fusco Perrella, Sabusco e Cavaliere, hanno portato la questione in discussione presso la quarta commissione consiliare (Politiche sociali e Sociosanitarie) presieduta da Nunzia Lattanzio, per essere sviscerata in tutti i suoi addentellati politici, organizzativi e funzionali. Ne avrebbe voluto discutere il 3 novembre e in quella sede ascoltare l’ingegnere Mariolga Mogavero (capo Gabinetto della Presidenza Giunta regionale e direttore del Primo dipartimento della Regione Molise), la dottoressa Mariarosaria Simonelli (direttore del Terzo dipartimento della Regione Molise) e il dottore Pietro Notarangelo (direttore del Servizio Bilancio). Avrebbe voluto discuterne, ma non ha potuto. Benché ufficialmente convocati, i tre non hanno risposto all’appello. Uno sberleffo alla Lattanzio e ai sottoscrittori delle mozioni e all’intero consiglio regionale che le mozioni le ha votate all’unanimità. Se lo possono permettere. Loro rispondono solo al presidente della giunta regionale. Situazione oggettivamente imbarazzante per chi l’ha subita, ma soprattutto irrispettosa delle attese del mondo dell’assistenza sociale e degli assistiti che del trasferimento delle Politiche sociali al comparto sociosanitario stanno pagando le conseguenze. Ebbene, dinanzi ad una dimostrazione così smaccatamente beffarda, il consigliere (ex Pd) Michele Petraroia, imperterrito fautore delle sollecitazioni e degli auspici, non ha saputo commentare l’accaduto che in questi termini:
“Considerato che nell’odierna sessione della quarta Commissione consiliare non è stato possibile ascoltare in audizione i direttori dei dipartimenti della Regione Molise; vista la mozione a mia firma presentata il 21 giugno 2016 sulla materia delle politiche sociali e preso atto del resoconto integrale della seduta consiliare del 20 settembre 2016, inoltrato formalmente dal presidente Vincenzo Cotugno al presidente della quarta Commissione del consiglio regionale il 30 settembre 2016, si sollecita ogni utile adempimento di competenza dei dipartimenti e/o della direzione generale della Salute, finalizzato alla trattazione in istruttoria presso la commissione consiliare Politiche sociali, deliberata unanimemente il 20 settembre 2016 dal consiglio regionale (delibera 296). Ai sensi delle vigenti normative statutarie e delle disposizioni legislative, spetta alle strutture dirigenziali della Regione Molise intervenire in audizione, se convocati ufficialmente, ad illustrare le materie oggetto di trattazione, anche con relazioni o documenti da lasciare agli atti. Con l’auspicio che la commissione consiliare dopo quattro mesi possa essere edotta sull’evoluzione delle delicatissime problematiche sociali riportate nella mozione del 21 giugno 2016 che attengono alle misure da intraprendere per il contrasto alla povertà, all’inclusione sociale attiva, e al sostegno al reddito di migliaia di soggetti fragili del nostro territorio, si porgono distinti saluti”. Distinti saluti? Non resta che piangere!
Dardo

Di Dardo

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