Home / Politica / Università e territorio, la sfida del rettore Palmieri

Università e territorio, la sfida del rettore Palmieri

di Giuseppe Saluppo

In queste ore, le forze politiche molisane pensano al pareggio o alla vittoria per le inutili elezioni provinciali di Isernia. Meno male, che è caduta a fagiolo la conferenza stampa del rettore dell’università del Molise, Gianmaria Palmieri. Territorio e Università. Potrebbe, per davvero, essere questa la base per ricostruire un sistema istituzionale, economico e culturale del Molise. Per sfruttare appieno le potenzialità inespresse, per valorizzare il capitale umano formatosi attraverso l’inclusione del contesto territoriale e sulla coltivazione delle strategie con esso. Il sasso è stato lanciato proprio dal rettore Palmieri che, nel presentare i dati statistici dell’Ateneo, ha ritenuto guardare al domani. Territorio e comunità come “bacino competitivo” in cui calare idee, studi dell’università, nello specifico quelli della ricerca scientifica. Seppure, attraverso l’idea di una pianificazione di un’agenda pubblica, condivisa e partecipata dalla comunità locale.  L’università, quindi, agente di cambiamento sociale riscoprendo un ruolo prioritario e strategico. Una polarità strategica che riguarda, oltremodo, il compito di supporto e di cooperazione dello sviluppo locale. Produrre formazione, progetti, conoscenza significa garantire il necessario incubatore di sviluppo locale. Certo, l’università molisana dovrà rappresentare un sistema organico di competenze, dotarsi di personale docente radicato nel territorio, dotarsi di strutture di ricerca con forti componenti multidisciplinari, relazionarsi alla città e al territorio ed essere sostenuta da una struttura locale di attori pubblici e privati interessati all’innovazione e allo sviluppo. Una sfida. Vera. Entusiasmante. Capace di ridare vita a quelle potenzialità inespresse del nostro territorio. Filiere, distretti produttivi, formazione, cultura, medicina, ingegneria del territorio, informatica. Dove le tipologie didattiche e di ricerca siano connesse ad una relazione di reciprocità e mutua utilità alle specificità dell’ambiente socio-economico e fisico locale. Perchè è il territorio molisano a rispondere presente con i suoi giacimenti patrimoniali locali che divengono risorse per la produzione di valore aggiunto territoriale. Essenziale, dunque, la valorizzazione della conoscenza e della formazione per lo sviluppo locale. Non più solo capannoni, ma aule e laboratori. E idee per guardare al domani.

Di Giuseppe Saluppo

Potrebbe Interessarti

Campobasso, la Regione rilancia sul Masterplan

Campobasso, la città che sotto gli occhi attoniti dei cittadini che hanno avuto conoscenza della …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*