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Università: ‘tasse più giuste per il diritto all’istruzione”, al via la discussione del nuovo Piano

Correggere il piano tasso precedente a vantaggio di uno che  permetterebbe l’accesso all’Università anche agli studenti meno abbienti. E’ quanto intendono fare i Rappresentanti Target Unimol  con il nuovo Regolamento Tasse e Contributi 2017/2018 sul quale é appena partita la discussione. Diverse le proposte che verranno presentate:

– la prima rata (quella di iscrizione) rappresenta spesso un impedimento per le famiglie meno abbienti. Molti non possono proprio iscriversi all’università perché non dispongono dei circa 500 euro necessari per la prima iscrizione. Inoltre c’è da considerare che Diritto allo Studio al primo anno è garantito dopo oltre un anno. Di fatto molti studenti sono esclusi totalmente dalla possibilità di iscriversi all’Università. Per quanto di competenza dell’Ateneo, si potrebbe intervenire su questo problema riducendo l’importo della prima rata o dando la possibilità di rateizzarla per chi avesse difficoltà oggettive (es. 250 euro a ottobre e 250 euro a dicembre tranne per chi viene dichiarato idoneo dall’ESU).

– ri-determinazione degli importi per le diverse fasce di contribuzione. Attualmente, il sistema di fasciazione è iniquo (facendo un esempio, chi ha isee di 15999 paga 430 e chi ha 16001, 730 dunque la differenza è di ben 300 euro per due situazioni uguali).

– reintroduzione di incentivi di merito. Anche se solo “simbolici” (ad. esempio del 10%) e dunque che non ridurrebbero totalmente il gettito, sarebbe un buon segnale riguardo una visione basata sul risultato.

– eliminazione del contributo CUS di 10 euro
A nostro parere è ingiusto far pagare anche a chi non è cliente del CUS un contributo, anche considerando che il CUS offre più servizi a clienti esterni che agli studenti.

– revisione degli importi delle more e delle penalità come quella per la rinuncia agli studi, pari a 500 euro.

– abolizione della tabella A (relativa all’ISP). Molti studenti sono tagliati fuori dall’attribuzione nelle fasce di reddito per via della tabella A. L’esclusione in base all’ISP non è necessaria, in quanto il patrimonio è, in parte, già incluso nel nuovo calcolo dell’ISEE, inoltre se il patrimonio genera reddito è conteggiato tra i redditi ancora una volta inclusi nell’ISEE. Essendo dunque non necessaria e non obbligatoria per legge proponiamo che venga tolta.

– riduzione della maggiorazione degli importi per i fuori corso. Attualmente la maggiorazione arriva addirittura a 600 euro in alcuni casi. Numeri da capogiro. Chiediamo che vengano ridotti o che vengano proporzionati all’avanzamento della carriera (ad esempio al numero di crediti che lo studente fuori corso effettua in maniera tale da incentivare il recupero e l’approssimarsi alla laurea).

Inoltre come sancito dalla Legge dello Stato (135 del 2012), almeno il 50% di queste maggiorazioni sui fuori corso vanno destinati alle Borse di Studio erogate dall’ESU e la restante parte ad interventi per gli studenti.

La correzione di questo piano tasse che ha creato molto malcontento produrrebbe un ritorno di immagine all’Ateneo e con una giusta analisi si potrebbe trovare un compromesso tra immagine e alta resa in termini di contribuzione totale.

 

Di Virginia Romano

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