Home / Campobasso / Un Parco pubblico dedicato alle donne

Un Parco pubblico dedicato alle donne

Dinanzi al nulla in materia di opere, servizi, appalti e investimenti, la titolazione di una strada e, in questo caso, di un parco dedicato all’8 marzo quale omaggio non solo alle donne ma alle loro conquiste sociali, politiche ed economiche, diventa una notizia, un segnale di esistenza dell’amministrazione comunale e delle commissioni che la formano nelle varie competenze e nei vari settori. Di nuovo protagonista il consigliere Michele Ambrosio che non potendo sfondare il muro di gomma della giunta che gli viene opposto ad ogni sua richiesta di trasparenza su questioni vitali per la collettività quali l’ambiente, il verde pubblico, lo sviluppo territoriale ed edilizio, la viabilità, il traffico , si vede costretto a dirottare la sua sensibilità di amministratore agli aspetti estetici, sociali, culturali, solidali, costringendo le commissioni e il consiglio a prendere in considerazione la toponomastica, l’accoglienza ai migranti e la loro rappresentatività socio/culturale, il ruolo degli anziani nel conteso cittadino, l’introduzione delle zone urbane a traffico limitato, la scoperta e la classificazione degli altarini votivi che punteggiano il territorio urbano ed extraurbano, insomma quella notevole realtà immateriale che giova e contribuisce a rendere meno arida la convivenza collettiva, più identificabile la microstoria locale, più interessante l’osservazione dei particolari rispetto alla anonimità dell’insieme urbano. Il primato delle iniziative è decisamente suo. Non a caso l’inizio del 2018 è stato contrassegnato amministrativamente dalla deliberazione numero due della giunta comunale con cui l’esecutivo ha ratificato la proposta di intitolare un’area cittadina alla giornata internazionale della donna,
rappresentando e sintetizzando così la data dell’8 Marzo, le loro conquiste sociali, politiche ed economiche. L’area, proposta dall’amministratore e approvata dalla quarta commissione consiliare, è il parco pubblico che insiste tra via Benedetto Croce e via Enrico Presutti, all’interno del quale verranno inserite diverse essenze arboree coerenti con l’esaltazione dell’immagine femminile (mimose in primis). “L’intitolazione di un’area cittadina alla giornata internazionale della donna”, ha sottolineato Ambrosio in commissione, “è uno dei principi che l’amministrazione comunale deve fissare, così come peraltro ha già operato per il parco 25 novembre, giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne”. Le donne dunque: capisaldi da cui partire per altre intitolazioni “in città e nel Molise”.

Dardo

Di Giuseppe Saluppo

Potrebbe Interessarti

Vinitaly, 20 le aziende molisane. I seminari tenuti dall’Onav Molise

A Verona, dal 15 al 18 aprile, si apriranno, per la cinquantaduesima volte, le porte …

4 commenti

  1. Achille Colapietra

    Intitolate un parco ai giudici, ai poliziotti, ai sindacalisti, agli imprenditori, ai sacerdoti uccisi dalla criminalità organizzata!
    L’oblio non ha mai costruito una buona società.

  2. Caro sig. Colapietra,va bene la memoria ,ma perché la memoria di Donne le dà così noia? L’altra metà del cielo ha la stessa dignità degli uomini, ma si sa che in Italia il maschilismo è imperante da secoli.

    • Achille Colapietra

      Innanzi tutto impariamo ad utilizzare le parole per quello che sono e non ad abusarne, quindi non abusiamo del termine maschilismo!
      Una città che omette di dedicare scuole, edifici pubblici o strade a chi si è immolato nella lotta alla criminalità organizzata (e grazie al quale anche lei, Emanuela, può vivere un poco meglio in un Paese in cui tutti si fanno gli affari loro e pensano che gli unici problemi siano solo quelli personali), non può fregiarsi del titolo di città.
      Poi, detto fra me e lei, da quando esistono i soprusi sulle donne? Solo da oggi? E solo da oggi va di moda parlarne? Dipingere poi una panchina a che cosa serve?
      Non mi attribuisca pensieri che non ho espresso, per favore, e pensiamo a gesti veri e concreti!

  3. Spesso si specula sugli argomenti, non li si circostanzia come si dovrebbe e si solleva solo un gran polverone senza cognizione di causa. I mass-media, poi, agevolano questa tendenza accendendo i riflettori sui temi del mondo a intermittenza, secondo schemi e fini ben precisi, creando l’opinione pubblica. Si spengono i riflettori, il pubblico pensa che i problemi non esistano. Ci riflettete un attimo su questo? Un problema o e’ tale o non lo e’, e allora bisogna che tutti ne prendano atto, senza gesti eclatanti ma semplicemente pensando con la propria testa. Voglio vedere quante donne ed esponenti politiche che adesso si mostrano indignate per i femminicidi lo saranno quando i riflettori dei media punteranno altrove. Coerenza: questo è ciò che occorre.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*