Home / Politica / Un milione e seicentomila euro per l’impianto di risalita a Campitello mentre la Società per lo sviluppo della montagna chiude i battenti

Un milione e seicentomila euro per l’impianto di risalita a Campitello mentre la Società per lo sviluppo della montagna chiude i battenti

Il Patto per lo sviluppo del Molise lo aprono, lo chiudono, lo integrano, lo modificano: è il passatempo della giunta regionale che sta esalando l’ultimo respiro, in prossimità della fine del mandato popolare fissato 22 aprile 2018. Un Patto dotato di risorse per milioni di euro che vige, sono oramai due anni, ma che a distanza di due anni è ancora nella fase preliminare e, come diciamo, soggetto a interventi integrativi, correttivi, modificativi che derivano dalla labilità delle scelte programmatiche che il Patto contiene, essendo anche un Patto a macchia di leopardo e quindi disseminato di progetti e di proposte sul territorio senza che se ne ricavi il filo logico. Prendiamo una delle ultime decisioni della giunta di Palazzo Vitale, quella con cui ha stabilito di destinare un milione e seicentomila (1.600.000) euro prendendoli dal Fondo europeo per lo sviluppo e la coesione del territorio (Fsc 2014-2020) per “ammodernare e per revisionare l’impianto di risalita – la seggiovia biposto denominata Cristallo-Anfiteatro – di Campitello Matese”. Niente da eccepire se sapessimo che quell’impianto ha funzionato e ha reso per quanto è costato, soddisfacendo la massa turistica degli sciatori dell’Appennino Centromeridionale che di Campitello ne hanno fatto una bandiera. Purtroppo è noto il contrario, cioè che quell’impianto non vanta dati statistici soddisfacenti e di massa turistica di sciatori, la montagna matesina non annovera alcun primato. Tutt’altro. Solo qualche settimana fa abbiamo scritto delle difficoltà finanziarie della Società “Sviluppo della montagna molisana spa” (Società a totale capitale pubblico regionale) destinata ad essere chiusa e smantellata avendo fallito gli obiettivi per cui era stata creata. Una società che su Campitello come stazione turistica invernale e sulla agibilità a pieno a carico dell’impianto di risalita, ovvero della seggiovia di cui ci stiamo occupando, aveva posto il suo maggiore interesse. La giunta ha preso in esame l’una cosa e l’altra, ossia la Società e l’impianto di risalita, stabilendo che la Società andasse smantellata per totale carenza gestionale (avrebbe dovuto svolgere tutte le attività finalizzate allo sviluppo economico, alberghiero, turistico e sportivo di Campitello di San Massimo e più in generale dell’area territoriale del Matese e della montagna molisana!!!) e, per converso, forma sbilenca di contrappasso, l’impianto di risalita invece rimesso in sesto con un cospicuo finanziamento da attingere alla dotazione finanziaria del Patto. Sicché la società che avrebbe dovuto armonizzare lo sviluppo turistico della montagna molisana se ne va a ramengo, e un impianto di risalita che un’altra società regionale – la Funivie Molise Spa che quell’impianto ha gestito e gestisce con grande sofferenza – considera inadeguato e obsoleto tanto da chiedere alla Regione di sostituirlo con uno nuovo, viene fatto passare assolutamente coerente con le finalità del Patto per lo Sviluppo del Molise “ all’interno nell’area tematica: Turismo e cultura, programma integrato per lo sviluppo del turismo sportivo e ricreativo – valorizzazione integrata dei sistemi turistici montani”. Questa affermazione, ancorché generica e del tutto insufficientemente motivata per giustificare un investimento di un milione e seicentomila euro per ciò che sarà un nuovo impianto e non già, come è detto nel titolo e nel corpo della delibera della giunta regionale dell’8 febbraio 2018 – la numero 29 – l’ammodernamento e la revisione dell’impianto di risalita, la seggiovia biposto denominata Cristallo-Anfiteatro di Campitello Matese”, sono nella relazione tecnica che il direttore del Dipartimento “Governo del territorio, mobilità e risorse naturali” Mariolga Mogavero ha fornito alla giunta perché decidesse nel senso da lei indicato. E il senso da lei
indicato, dopo aver richiamato la richiesta/proposta di Funivie Molise spa relativa all’impianto di risalita cosiddetto Anfiteatro, è quello di “preferire la realizzazione di un impianto completamente nuovo per l’importo di 1.600.000 euro in alternativa a una semplice rimessa in efficienza dello stesso, per motivazioni legate a immagine, innovazione, sicurezza e ridotta manutenzione nel tempo e capacità di una risoluzione definitiva delle criticità”. D’accordo le parole hanno un peso, ma nessuno poteva mai immaginare che potessero pesare l’accantonamento di un impianto di risalita bisognoso di ammodernamento e revisione con un un impianto completamente nuovo di 1.600.000 euro. Inoltre, a chi ha titolo a verificare la correttezza degli atti amministrativi segnaliamo che l’oggetto della deliberazione 29 dell’8 febbraio 2018 non coincide con il dispositivo: infatti non di ammodernamento e revisione del vecchio impianto di risalita si tratta ma di un impianto ex novo. Altra presa d’atto: alla Regione Molise tutto scorre, soprattutto se la firma del proponente è quella prestigiosa dell’ingegnere Mariolga Mogavero. Ma i soldi che vengono investiti, destinati, utilizzati, sono soldi pubblici!
Dardo

Di Giuseppe Saluppo

Potrebbe Interessarti

Un Accordo Quadro per gli ex lavoratori dello zuccherificio  per evitare che, ad elezioni regionali concluse, “Passata la festa, gabbato lo santo”

Non gli è costata fatica all’assessore regionale alle attività produttive Veneziale spendersi in varie ipotesi …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*