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Un Fondo di rotazione di 5 milioni di euro per la progettazione

Il “Fondo rotativo di progettazione per gli interventi infrastrutturali” la Regione Molise erano decenni che non lo metteva in moto. Lo ha riavviato la giunta Frattura, sorprendentemente e sorprendendo l’apparato professionale molisano. Un Fondo da cinque milioni di euro. Un provvedimento destinato a mettere in fibrillazione gli studi professionali, per un verso, e per l’altro ad agitare le segreterie politiche per non farsi cogliere impreparate nel caso potranno trattare. Per gli uni e per le altre comunque sarà molto difficile che riescano a cogliere qualcosa da quel “monte premi” di cinque milioni a rotazione. Chi ha naso e vista lunga, s’è detto certo che l’attivazione risponde ad un piano operativo già predisposto nelle stanze di Palazzo Vitale, in Via Genova, a Campobasso, dove al vertice della giunta impera un architetto, e alle sue dipendenze, a capo dei dipartimenti che contano, agiscono a comando l’ingegnere Mariolga Mogavero e l’ingegnere Massimo Pillarella, che con il vertice regionale hanno anni alle spalle di collaborazione professionale, di progettazioni, di dimestichezza coi meccanismi tecnici e amministrativi per la gestione dei finanziamenti (europei e nazionali). Di quel Fondo sono praticamente i custodi e i gestori e ne faranno certamente buon uso, “per avviare e sostenere un percorso unitario di intervento sul territorio molisano finalizzato allo sviluppo economico, produttivo ed occupazionale, nonché alla sostenibilità ambientale ed alla sicurezza del territorio stesso”. Il 26 luglio 2016, il governo regionale e il governo di Roma hanno siglato l’accordo interistituzionale detto “Patto per lo sviluppo della regione  Molise”. E’ tempo dunque di mettervi mano. La dotazione finanziaria complessiva è di 378 milioni di euro: ce n’è dunque di carne da spolpare. L’avvio del Fondo di rotazione corrisponde a quella finalità e alla tempistica per cogliere gli obiettivi da conseguire entro il 2017, ovvero le opere infrastrutturali ritenute urgenti e necessarie, sapendo che le obbligazioni giuridicamente vincolanti

(Ogv) per l’affidamento dei lavori devono essere rese inderogabilmente entro il 31 dicembre 2019. Siamo alle solite: tempi ristretti, urgenza, scadenze. Tutto ciò che può e deve giustificare procedure veloci,  che in genere favoriscono coloro che dispongono di notizie di prima mano e per questo sono nella condizione di poter progettare in tempi brevi. Pertanto se ne accorgeranno i tecnici che prenderanno parte all’avviso pubblico per l’accesso alle risorse del “Fondo rotativo di progettazione per gli interventi infrastrutturali” curato dal direttore del Quarto dipartimento, Massimo Pillarella. Lo ha incaricato la giunta con la deliberazione numero 16 del 20 gennaio 2017. Per le prime opere infrastrutturali finalizzate al più ampio progetto di sviluppo incluso del Patto, sono stati resi disponibili 20 milioni, anche questa una dotazione finanziaria di rilievo su cui muoversi e creare agitazione, mobilitazione, accelerazioni cardiache e riprese economiche. Cominceranno gli studi professionali, specie quelli che ruotano intorno al cerchio magico della presidenza regionale, per essere i più dinamici, i più pronti, e i più concreti nel progettare e nel rispettare i tempi che saranno stabiliti nel bando che Pillarella è stato incaricato di disporre. deve disporre. Il “Fondo di progettazione per gli interventi infrastrutturali”, dicevamo,  ha carattere rotativo, in quanto, una volta ottenuto il finanziamento di ciascuna opera, è possibile reintegrarlo con la stessa quota,  ed è diretto a favorire l’efficace avanzamento delle attività progettuali delle opere, nonché a renderle immediatamente cantierabili. Lo abbiamo detto e lo ribadiamo. Il 2017 è l’anno dei fuochi d’artificio: programmi, progetti, bandi pubblici, promesse di finanziamento, incarichi professionali, consulenze. A febbraio 20128 si vota per il rinnovo del consiglio regionale e per il presidente della Regione. Una faccenda tutta da sbrigare all’interno del centrosinistra molisano. E il centrodestra? Lo stanno a fatica riesumando.

Dardo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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