Home / Ambiente / Un ecomuseo nel Molise e il ruolo economico e culturale della transumanza

Un ecomuseo nel Molise e il ruolo economico e culturale della transumanza

Mercoledì 15 e giovedì 16 novembre, a Capracotta e a Campobasso, su iniziativa (apprezzabile) dell’università, due giornate di studi e dibattiti sulla transumanza (di uomini e animali). A Capracotta per verificare la  possibilità di creare un ecomuseo molisano del pastoralismo e della transumanza; a Campobasso la  Giornata internazionale internazionale di studi sulla transumanza  come patrimonio bio-culturale.

Entrambe  preparano e preludono a sviluppi, augurabili, che portino a qualcosa di concreto. Il museo, ad esempio, per farne un punto di riferimento costante per studiosi e curiosi: per un turismo colto, scientifico, ma aperto a tanti altri interessi in un luogo (Capracotta) e in un ambiente (il Giardino di flora appenninica e di piante officinali) che si prestano all’esaltazione di una cultura antica : la pastorizia e la transumanza per farne motivi di sviluppo, di crescita, di attrazione turistica. A Capracotta, dopo i saluti del presidente del consorzio  del Giardino della flora appenninica,  del sindaco del paese, Candido Paglione, e del presidente del Centro interdipartimentale dell’università degli Studi del Molise Biocult, Fabio Pilla, saranno in tanti a prendere la parola per dare ampiezza al tema in discussione partendo da punti d’osservazione differenti. Tommaso Giagnacovo, presidente della Coldiretti del  Molise; Franco Di Nucci, dell’Azienda casearia omonima  di Agnone;  Francesco Cimino, dell’ Associazione tratturi coast2coast;  Letizia Bindi, direttore del Centro interdipartimentale  dell’Università degli Studi del Molise – Biocult,  Luca Battaglin, dell’università degli Studi di Torino  e Marco Giordano, presidente del Consorzio  Assomab /Gal Alto Molise. Studiosi,operatori ed esperti per una concertazione che possa portare ad un incremento delle rispettive attività e, come diciamo, alla costituzione dell’ecomuseo. “Persone che vivono, conoscono, conservano e consapevolmente intendono riappropriarsi della memoria e della vocazione profonda dei luoghi”. Gli interventi sono corroborati dalla proiezione  di video su diverse esperienze di ricerca sulle vie della transumanza in Italia e in Europa. I tratturi, la transumanza. Il Molise ha dotazioni e manifestazioni ancora oggi praticate, basti pensare alla transumanza che ogni anno realizza la famiglia Colantuono di Frosolone. Trasferirle su un piano scientifico e culturale,  pare decisamente una buona idea, che si vuole, infatti realizzare con l’ecomuseo. Interessante è notare, inoltre, come da questi incontri/simposi sia fortunatamente assente la componente politica, giusto per evitare fughe in avanti, personalismi e demagogie varie.

Domani a Campobasso altro incontro più marcatamente scientifico: Giornata internazionale di studi sulla transumanza  come patrimonio bio-culturale.  Data la caratterizzazione dell’incontro, la lista dei saluti è particolarmente nutrita: dal rettore Palmieri a Enzo di Nuoscio (direttore del Dipartimento Susef dell’UniMol), a Fabio Di Pilla (presidente del Centro interdipartimentale dell’UniMol), a Teresa E. Cinquantaquattro (della Soprintendenza Archeologia del Molise) e – rara avis – a Vittorino Facciolla (vice presidente della Regione Molise). Per fortuna poi gli interventi: Letizia Bindi, direttore del Centro interdipartimentale dell’UniMol (Cammini di uomini, cammini di animali. Paesaggi culturali e naturali della transumanza ); Roberto Parisi dell’università degli Studi del Molise (La pecora e l’architettura. L’immaginario dell’Arcadia nelle pratiche di tutela dei percorsi tratturali); Valentina Lapiccirella Zingari, antropologa   (Patrimoni pastorali come patrimoni immateriali tra le Alpi e l’Appennino. Dialogo tra casi di studio: Cocullo in Abruzzo e il Massif des Bauges   (Francia);  Jean-Claude Duclos, presidente onorario  della Maison de la Transhumance (Pourquoi défendre la pratique de la transhumance ? Perché difendere la pratica della transumanza?); Patrick Fabre, direttore della Maison de la Transhumance (Comment défendre la transhumance ? L’exemple de la Maison de la transhumance et de ses projets. Come difendere la transumanza? L’esempio dellaa Casa della transumanza e dei suoi progetti. ); Antonio Onorati dell’Associazione rurale italiana (Pastori in cammino, tra crisi e resistenza); Fulvia Ciliberto, Francesca Di Palma e Carlo Ebanista dell’ università degli Studi del Molise (Lungo le vie della transumanza: tutela, valorizzazione e potenzialità tra età classica e Medioevo); Antonio Lucidi e Francesca M. Sarti del Centro per la documentazione e la ricerca antropologica in Valnerina e nella dorsale appenninica umbra (Le vie della transumanza in Valnerina e nella dorsale appenninica umbra); Dragos Lumpan, video documentarista -ricercatore (Introduzione al videodocumentario The Last Transhumance). Davvero una Giornata internazionale che non potrà non lasciare traccia. Sempre che, poi, il sistema politico e amministrativo del Molise ne sappia fare tesoro.

Dardo

 

 

 

 

 

 

 

 

Di Dardo

Potrebbe Interessarti

Infermieri, uno ogni 13 pazienti

In Italia mancano almeno 53mila infermieri e chi presta servizio si trova ad assistere in …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*