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Un consiglio comunale tra i più ciarlieri che si possa ricordare con un solo argomento all’odg e la solita valanga di interrogazioni, interpellanze e mozioni

Il 7 febbraio in prima convocazione, se all’appello ci sarà il numero legale dei consiglieri, oppure il 12 dello stesso mese,  chi tra i cittadini di Campobasso avrà voglia di ascoltare chiacchiere in libertà, pensieri aulici e dizioni prosastiche, non avrà altra scelta da fare: recarsi a Palazzo san Giorgio. Sarà in quell’aula che si consumerà probabilmente un consiglio comunale il più ciarliero che si possa ricordare tra la serie delle adunanze finalizzate non ai problemi della città quanto al cumulo dei gettoni di presenza. Un solo argomento all’ordine del giorno proposto dai “Grillini”  Cretella, Felice, Gravina e Praitano: “Cambiamo l’aria”. Da intendersi in senso letterale, ovvero meno emissioni inquinanti nei polmoni e non malignamente come qualcuno avrebbe potuto commentare  “cambiano aria”, cioè se ne vanno da un’altra parte, seguendo la moda. Problema vero l’inquinamento atmosferico, indubbiamente, determinato  da una circolazione automobilistica poco scorrevole, quindi  capace di addensare  gas di scarico soprattutto nelle vie strette della città, come può essere il tratto di Via Mazzini che va dall’’incrocio con la Caserma dei Carabinieri all’incrocio con Via Veneto. Decongestionare il traffico dunque, e controllare le emissioni degli impianti di riscaldamento. Sono prossime le scadenze europee (2020) che fanno obbligo di migliorare sensibilmente la qualità dell’aria e il contenimento energetico, degli strumenti di rilevamento e quelli di contenimento. L’Italia è in grave ritardo sulla tabella di marcia; del Molise meglio non parlarne. Comunque, i “Grillini” dimostrano di avere le antenne giuste per captare l’umore della gente che a Campobasso guarda con preoccupazione come il contesto urbano vada degradando e i danni che questo scivolamento in basso riflette sulla qualità della vita. Cambieranno l’aria? Impossibile. Perché mai amministrazione comunale come questa ha impoverito di vigili il controllo del traffico e della viabilità, l’ordinamento e l’ammodernamento delle strade, mancando di creare una gerarchia e con essa il miglioramento dello scorrimento delle autovetture. Sembra che lo facciano apposta gli amministratori comunali a scansare i problemi per dedicarsi ad una sorta di rilassamento e di autocompiacimento, crogiolandosi nel titolo di amministratori pubblici e rappresentanti del popolo, il cui passatempo è  scrivere e sottoscrivere interrogazioni, interpellanze e mozioni. Un campionario di questioncelle per lo più, problemi di quartiere, fatterelli di condominio. Mai una questione di rilievo, di ampio respiro, di grande interesse collettivo. Si dedicassero ai problemi veri e seri (infrastrutture, sicurezza, efficienza dei servizi comuni) non si prenderebbero il lusso di tenere una seduta consiliare fondata sulle chiacchiere argomentando sul nulla, sullo sfogo di chi non è d’accordo per principio o per interesse politico. Andando a leggere i titoli delle interrogazioni non abbiamo trovato di meglio che quella del consigliere Cretella che si preoccupa di sapere dal sindaco perché non si interviene a ristabilire il decoro dell’area che circonda un ex complesso commerciale in Via D’Amato, e sempre di Cretella  è l’interrogazione che mira a sollecitare  la messa in sicurezza (ma non il riuso!) dell’ già hotel Roxi in Piazza Savoia, di proprietà regionale: un affronto alla decenza ed anche al bilancio regionale. Ma a Cretella interessa la messa in sicurezza dell’area circostante. Del mancato utilizzo dell’ex Roxy, non frega a nessuno: quattro miliardi delle vecchie lire sprecati senza che si trovi il soggetto a cui quei quattro miliardi addebitarli.  Spreco di denaro pubblico: un reato. Il consigliere “Grillino” è autore anche dell’interpellanza con cui chiede di conoscere le ragioni che hanno determinato l’abbattimento  degli alberi in Via Giovannitti e la mancata rimozione di lastre e residui di eternit in contrada Cacciapesci. Da destra una sola voce con qualcosa di serio da dire: quella di Francesco Pilone che interroga il sindaco e la giunta per avere delucidazioni sul prestito di 2milioni di euro per rimettere in sesto strade e marciapiedi. Non di meno appare incisiva la richiesta circa le concessioni e le autorizzazione che avrebbero permesso di tramutare un edificio  in piena zona industriale a Colle delle Api in una struttura scolastica per accogliere alunni, docenti e personale amministrativo della scuola media “Montini”. Abituati al dissenso ragionato e meditato del consigliere della maggioranza, Michele Ambrosio, su questioni primarie quali le faccende urbanistiche e le faccende edilizie le une e le altre costantemente in deroga al Prg, vederlo assente nel novero degli interroganti e degli interpellanti ha fatto un certo effetto: negativo.

Dardo

 

Di Giuseppe Saluppo

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