Home / Politica / Un Accordo Quadro per gli ex lavoratori dello zuccherificio  per evitare che, ad elezioni regionali concluse, “Passata la festa, gabbato lo santo”

Un Accordo Quadro per gli ex lavoratori dello zuccherificio  per evitare che, ad elezioni regionali concluse, “Passata la festa, gabbato lo santo”

Non gli è costata fatica all’assessore regionale alle attività produttive Veneziale spendersi in varie ipotesi sul futuro degli ex lavoratori dello Zuccherificio di Guglionesi notoriamente finito nel nulla dopo una lunga traversia economico/industriale in cui la politica saccarifica del Governo nazionale ha avuto un ruolo rilevante nel mandarlo all’inferno, complice l’altrettanto deleteria politica industriale del governo regionale. A poco più di un mese dalla urne per il rinnovo del consiglio regionale e della presidenza della giunta le parole, anche le più serie e meditate, si ammantano di scetticismo. Figurarsi le parole di Veneziale spese, come abbiano detto, in varie ipotesi, una più fantasiosa dell’altra, con al centro gli ex lavoratori dello zuccherificio, oggi disoccupati, ed anche domani. Tanto è vero che a conclusione dell’incontro informale tenuto a Palazzo D’Aimmo tra le rappresentanze sindacali di categoria, un’ampia delegazione dei lavoratori dello Zuccherificio, l’assessore, il presidente del consiglio e diversi consiglieri regionali,  Michele Petraroia  (Sinistra Unita) ha avanzato alle parti la proposta di procedere prima dello scioglimento della legislatura alla stipula di un Accordo Quadro tra la Regione Molise, le organizzazioni sindacali, le associazioni imprenditoriali, l’Anci, i coordinatori dei Piani sociali di zona di Termoli e di Larino, l’Anpal, l’Agenzia Molise Lavoro ed altri soggetti istituzionali interessati alle procedure per la ricollocazione occupazionale, l’incentivo all’esodo, lo scivolo pensionistico o il sostegno al reddito. Il tentativo di Petraroia è un modo chiaro e netto di vincolare, ora per allora, i soggetti che hanno titolo e responsabilità nel prendersi cura di gente che ha perso il lavoro e che non ha dinanzi a sé alcuna prospettiva di ritrovarlo.  Le prese in giro vanno di moda nel demagogico circolo politico regionale, per cui una chiamata in “correità” è il minimo che si possa dare in garanzia agli ex lavoratori dello zuccherificio anche per il dopo elezioni regionali per riprendere il discorso. In pratica – ha tenuto a dire Petraroia – “nell’Accordo Quadro si tratta di riportare in modo puntuale sia il contenuto del confronto che c’è stato con la giunta regionale sul bando per i lavori di pubblica utilità, che le opportunità di ricollocazione occupazionale connesse a strumenti di programmazione o derivanti da finanziamenti pubblici in favore delle imprese, oltre ai percorsi innovativi da definire con Anpal, Anci, amministrazioni locali, Piani sociali di zona, Agenzia Molise Lavoro e gli altri enti che, lavoratore per lavoratore, prefigurano incentivi all’esodo, scivolo ed accompagnamento alla pensione, riqualificazione professionale e/o reinserimento lavorativo”. Tra queste possibilità dovrebbe pertanto esserci quella che potrebbe fare al caso di cui stiamo scrivendo. L’attenzione da porre al destino degli ex lavoratori dello Zuccherificio (ma la situazione è identica per altre centinaia e centinaia di lavoratori delle industrie che hanno chiuso i battenti nella più assurda e totale indifferenza delle istituzioni territoriali molisane) ha bisogno quantomeno, come chiede Petraroia, di un impegno comune debitamente sottoscritto, altrimenti potrebbero essere parole al vento quelle che sono state scambiate tra l’assessore Veneziale, il presidente del consiglio, le rappresentanze di categoria e la delegazione degli ex lavoratori dello zuccherificio. C’è una scadenza, quella del 4 luglio prossimo per circa la metà degli ex lavoratori, e di dicembre per la parte restante, che deve far riflettere sulla gravità della situazione che si verrà a determinare con la perdita della mobilità. Ed è in previsione di quelle due scadenze che si vuole tentare di arrivare a qualcosa di concreto per bilanciare le omissioni, le colpe, e gli errori che sono stati commessi da quando lo stabilimento è entrato in crisi, è fallito due volte, è stato messo in liquidazione, è stato smantellato, i beni messi all’asta, e i lavoratori e i dirigenti sono stati mandati a casa. Che siano allora tutti i gruppi politici presenti in consiglio regionale  ad aderire al proposto Accordo Quadro perché qualsiasi schieramento che vinca la prossima tornata elettorale, si senta impegnato a rispettarne i contenuti. La proposta dell’Accordo è stata favorevolmente condivisa dalle parti,  e l’assessore Veneziale è stato incaricato di predisporla.

Dardo

Di Giuseppe Saluppo

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Un Commento

  1. Pierangelo Cavedoni

    Questa storia, oltre ad essere molto triste, è incredibile: dopo il grave errore del passato esecutivo di voler fare impresa, si è arrivati a ridurre al nulla gli ammortizzatori sociali per i poveri lavoratori, cosa evitabilissima (e qui non facciamo nulla di sconveniente se sottolineiamo la scarsa perizia di chi avrebbe dovuto trovare soluzioni alternative).
    Nessuno vuole bene al Molise: questa è la dura verità!!

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