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Ultimi della serie i commercianti di Confesercenti

Il Molise economico, sociale e culturale che incontra a ripetizione i candidati alla presidenza della giunta regionale è la cifra che la cronaca giornalistica  riesce a rendere all’opinione pubblica a fronte di una evidente carenza di comunicazione (istituzionale) da parte dei candidati e delle forze politiche che rappresentano. Nessuno di essi, infatti, finora ha avuto il buonsenso di mettere  in evidenza ciò che intenderebbe fare e realizzare se eletto, quali gli obiettivi, quali le risorse finanziarie e quali gli strumenti operativi. Finora nessuno ha parlato di un nuovo piano regionale di sviluppo una volta dato per scontato che quello che attualmente fa da riferimento, è un piano largamente superato. Eppure, non c’è altra necessità che mettere organicamente in piedi un piano complessivo delle risorse umane, tecniche, e finanziarie di cui disponiamo e potremmo disporre come Regione per indicare con chiarezza e senza tortuosità il cammino da fare per riportare il Molise su livelli di produttività e occupazione ante crisi. Finora ai candidati presidenti è stata scaricata una valanga di proposte e di suggerimenti, di richieste e di sollecitazioni che probabilmente più che aiutarli a capirci qualcosa li ha potuti frastornare. Ma è tanta la coscienza che siano a digiuno di idee, di progetti e di conoscenze specifiche e collettive in grado di risollevare le sorti del Molise, che ciascuna organizzazione e/o rappresentanza categoriale si è sentita e si sente in dovere di sorreggerli in qualche misura e con qualche proposta da portare avanti. In ordine di tempo, si sono cimentanti i molisani di Roma appartenenti all’Associazione “Forche Caudine”, i vescovi delle diocesi molisane, gli imprenditori edili dell’Acem e da oggi 10 aprile a giovedì 14 sono i commercianti di Confesercenti a intrattenersi con Toma, con Greco, con Veneziale e con Di Giacomo, con un documento che spiega cosa sia la Confesercenti, di cosa si occupa e in che modo, e di ciò che il settore commerciale ha bisogno per ritornare ad essere protagonista nell’economia molisana. Come per le precedenti occasioni, anche in questa crediamo che la ristrettezza di tempo sarà un ostacolo alla possibilità che i candidati acquisiscano fino in fondo le motivazioni che vengono loro presentate, le necessità che vengono richieste di essere tenute in considerazione e soddisfatte, favorendo un generico assenso, una generica promessa di attenzione e una generica assunzione di responsabilità. Per cui più che le promesse fatte in questa transizione pre-elettorale sarà interessante verificare ciò che verrà detto e fatto ad elezioni concluse e a governo regionale insediato. Col rischio più che probabile (e verificato) che le promesse le porta via il vento del successo, lasciando gli eletti alla mercè dello strumentalismo politico e degli interessi che fanno capo e riferimento ai gruppi di potere e ai loro intrecci di reciproca convenienza.

Dardo

Di Giuseppe Saluppo

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