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Che tristezza quegli alberi rinsecchiti in via Firenze

Caro direttore,
Ho visto personalmente che fine hanno fatto gli alberi piantati questo aprile in via Marconi: tutti secchi. La prima reazione è stata di rabbia, la seconda di stupore, la terza di interrogativo: sono io che vivo su un altro pianeta pensando che sia necessario innaffiare esemplari appena piantati, oppure quest’amministrazione comunale proviene da Marte e non sa che occorre qualcosa chiamato acqua nonché concime per farli crescere?
Le offese perpetrate al verde pubblico del capoluogo ormai superano abbondantemente le dita della mano. Le più eclatanti sono lo scempio di villa Musenga, gli alberi mai ripiantati in viale Elena e via Garibaldi di fronte alla caserma Testa, la sequoia di via Cesare Battisti, i vuoti lasciati in corso Bucci.
L’episodio di via Marconi induce a riflettere sulle strategie di questo esecutivo: si spendono dei soldi per ripiantare delle essenze arboree, poi si pensa, come dei neofiti in materia, che queste possano crescere da sole. Se qualcuno riesce a trovare un barlume di buon senso in tutto questo, alzi la mano.
“Gli alberi sono liriche che la terra scrive sul cielo. Noi li abbattiamo e li trasformiamo in carta per potervi registrare, invece, la nostra vuotaggine” (Kahlil Gibran).
Distinti saluti
Pierangela Nenci
Campobasso

Di Giuseppe Saluppo

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4 commenti

  1. Alberto Mastrocola

    La peggiore amministrazione che Campobasso abbia mai avuto sta dando il meglio di sé.

  2. Achille Colapietra

    Certo che ci voglia della fantasia: arrivarea non innaffiare un albero appena piantato presuppone una grande immaginazione…. Non ci sono più aggettivi sufficienti a qualificare l’atteggiamento di questa amministrazione comunale (ma credo che non ci siano neanche psicoterapeuti in grado di analizzare l’esecutivo: compito troppo arduo…).

  3. La scarsa competenza nel gestire certe cose, nonché la prosopopea di tutto l’entourage comunale sono esponenziali. A dir la verità, non è che ci voglia una laurea per capire che un albero va innaffiato se vuole crescere! Poi fanno anche i risentiti se gli presenti la bruttura di Campobasso: fatevi un bagno di umiltà, signori!

  4. Domiziana Mangilulfo

    Una città che definire brutta è rendere merito alla realtà. Inviluppata in se stessa, individualista, priva di coscienza critica e di senso civico, sta sprofondando nel baratro.

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