Home / Politica / Tributi, prima il contraddittorio preventivo con il contribuente. Riconosciuto a seguito di un ricorso dello studio commerciale Saluppo di Campobasso

Tributi, prima il contraddittorio preventivo con il contribuente. Riconosciuto a seguito di un ricorso dello studio commerciale Saluppo di Campobasso

E’ obbligo, o meno, l’attivazione del contraddittorio preventivo tra contribuenti ed Amministrazione finanziaria? E conseguentemente,  quali effetti per il mancato esperimento di tale pratica si ha sugli atti adottati dall’ente esattore? Gli interrogativi li ha sciolti la Commissione Tributaria di Campobasso a seguito dell’articolato ricorso dello Studio commerciale Saluppo. Sul quotidiano finanziario ed economico ‘Italia Oggi’ nell’edizione di mercoledì 8 febbraio 2017, è apparso un lungo articolo sul contraddittorio preventivo a seguito delle sentenze n. 116/3/2016 e n. 1094/2/2016 emesse dalla Commissione Tributaria Provinciale di Campobasso che, in accoglimento dei ricorsi proposti dagli assistiti dello Studio commerciale Saluppo di Campobasso, ha annullato gli avvisi di accertamento notificati dalla Agenzia delle Entrate (afferenti tanto i tributi armonizzati quanto quelli non armonizzati) in quanto emessi in contrasto con il principio sopra richiamato. In particolare, con le richiamate decisioni, il Giudice adito, accogliendo la tesi di parte attorea, ha avuto modo di specificare e ribadire il principio (già fissato dalla Cassazione con Sent. n. 1997/2014) secondo il quale “incombe sull’amministrazione finanziaria un generale obbligo di attivare sempre il contraddittorio rispetto ad un atto che possa incidere negativamente sui diritti e sugli interessi dei contribuenti. In caso contrario l’atto è nullo.” Non solo. In via generale, e senza distinzioni di sorta, ha ritenuto giusto motivo di annullamento dell’atto impositivo la mancata attivazione del contraddittorio preventivo confermando, altresì, quanto ribadito anche dalla Suprema Corte (cfr. Sent. n. 132/2015) secondo la quale “ …..l’attivazione del contraddittorio endoprocedimentale costituisce un principio fondamentale immanente nell’ordinamento, operante anche in difetto di una espressa e specifica previsione normativa, a pena di nullità dell’atto finale del procedimento, per violazione del diritto di partecipazione dell’interessato al procedimento stesso”. La ricostruzione giornalistica ha permesso, così, di portare in Italia le tesi portate avanti dallo Studio commerciale Saluppo di Campobasso che si è visto riconoscere l’applicazione per tutti i tributi della necessità del contraddittorio preventivo che, oltre ad essere un valido strumento per permettere una distensione nei rapporti tra contribuenti ed Enti impositori, addirittura, nei casi in cui si concludesse positivamente, permetterebbe anche di non attivare la costosissima macchina processuale, consentendo un copioso risparmio alle casse dello Stato.

Di Giuseppe Saluppo

Potrebbe Interessarti

I Cinque stelle presentano la mozione di sfiducia a Frattura

I consiglieri regionali del Movimento Cinque Stelle, Antonio Federico e Patrizia Manzo, in merito alla …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*