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Tratturi, ambiente e sviluppo: se ne parla tanto ma si fa poco o niente

Edito dal Bene Comune, è stato  presentato a Roma, presso la Saladella Crociera del ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo – Palazzo del Collegio Romano, Via del Collegio Romana 27 – il volume curato da Katia Ballacchino e Letizia Bindi dal titolo “Cammini di uomini, cammini di animali / transumanze, pastoralismi e patrimoni bio culturali”. Evento di rilievo culturale e di notevole capacità promozionale di una delle risorse ambientali del Molise forse meglio conservata e meglio predisposta ad una sua valorizzazione: la rete tratturale e le connessioni umane ed economiche che comporta. D’accordo sulla scelta dell’università del Molise di realizzare a Roma l’incontro e la presentazione del volume, ma d’accordo dovremmo essere nel chiedere che il trasferimento degli studi e degli approfondimenti trovino realizzazione sul territorio e rendano la rete tratturale ciò che davvero può valere nella riscoperta di luoghi, tradizioni, costumi di vita e prospettive di sviluppo.  Il volume curato dalla Ballacchino e dalla Bindi, è la sintesi del convegno internazionale organizzato dal Centro dell’università degli studi del Molise “Biocult” per le risorse bio-culturali e lo sviluppo locale tenutosi a Campobasso nel novembre del 2016, cui parteciparono numerosi accademici italiani provenienti dai più disparati ambiti disciplinari e a vario titolo interessati al fenomeno della transumanza e del pastoralismo (zootecnici, paesaggisti, storici, archeologi); interessanti esperienze internazionali quali quelle francesi della Maison de la Transhumance e dell’area della Region Paca svolte da ricercatori e cineasti nell’Europa orientale, e quelle altrettanto interessanti svolte in Italia sul pastoralismo femminile. Evento di rilievo  quel convegno; evento a seguire, di rilievo, l’incontro di Roma sugli stessi presupposti analitici, comparativi, ed esperienziali. Ribadiamo, sui tratturi s’è discusso anche in passato, si discute ancora, ma sul piano degli interventi concreti che portino il loro valore e significato ad essere una distinzione ambientale e culturale del Molise siamo all’anno zero.  L’università fa il suo mestiere: studia, analizza, approfondisce, fornisce spunti ed elementi di valutazione. Spetta alla Regione Molise e alle Province molisane uscire dai tentennamenti  istituzionali e programmatici intorno alle scelte operative e agli interventi che sono necessari per rendere il tratturo un “bene comune”.

Dardo

 

 

 

Di Giuseppe Saluppo

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Un Commento

  1. Non è giusto che un territorio così ricco di storia e tradizioni non sia valorizzato come merita. La bellezza e conseguentemente il turismo, in questo caso turismo ambientale non siano sostenuti a sufficienza. A questo punto sarebbe bene che le pro loco,sia pure con scarsi mezzi cercassero di darsi da fare perché le risorse ambientali fossero conosciute e rilanciate perché il turismo di qualsiasi genere è un “petrolio”che non si esaurisce.

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