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Trasporto urbano, il comune di Campobasso è senza programma

CAMPOBASSO. Parliamoci chiaramente, il sistema di trasporto pubblico urbano a Campobasso nessuna amministrazione, almeno da 20 anni a questa parte, ha inteso porvi mano con serietà. Si è preferito proseguire con la proroga della proroga. Partendo, prima, da 1 milione e mezzo di chilometri per finire a un milione di chilometri oggi scesi a poco più di 700mila. Bastano non bastano, nessuno lo sa. Si taglia. E’ il modo più elementare e senza alcun senso programmatico che un’amministrazione prosegue. 10 autisti di meno, su di un organico di 34 dipendenti è una bella mazzata. Così, una bella mazzata sono i tagli alle corse. E c’è chi ipotizza di far saltare il collegamento con il Terminal. Del resto, situazione incivile questa altrettanto incivile il mancato collegamento con la città. Il Comune di Campobasso non ha mai ritenuto di affrontare strategicamente e programmaticamente la questione trasporto urbano. Non affrontando quindi il problema con le giuste competenze, il rischio è quello di non risolvere il problema o di individuare soluzioni non idonee o parziali che, al contrario, ne amplificano la portata e gli effetti. Infatti, nessuno in Comune a Campobasso conosce i carichi sulla rete (interazione domanda-offerta);  dimensionamento di nodi; ecc. Nessuno ha mai fatto un’analisi della situazione attuale. Eppure è una delle fasi più delicate dell’attività di pianificazione, perché rappresenta le fondamenta dell’attività di pianificazione stessa con l’obiettivo di fornire un’analisi dell’assetto trasportistico, sociale, economico e territoriale del territorio comunale. La finalità primaria è l’individuazione delle criticità esistenti, una previsione delle criticità future e la stima delle variabili di ingresso dei modelli di simulazione del funzionamento del sistema di trasporto. Successivamente, bisognerebbe procedere alla specificazione, calibrazione e implementazione del sistema di modelli funzionale alla simulazione del funzionamento del sistema di trasporto (interazione domanda-offerta): la stima dei flussi di utenti sulle infrastrutture o servizi, la stima degli impatti da traffico, la stima del livello di servizio offerto (tempi e costi di viaggio). Quindi, le strategie generali di intervento, nella definizione delle politiche più adatte a perseguire gli obiettivi prefissati dall’Amministrazione comunale. Infine,  l’individuazione del più efficace ed efficiente scenario di intervento o la definizione di una rosa di scenari di intervento all’interno della quale l’Amministrazione è chiamata a scegliere. Tutti passaggi, fino ad oggi, ignorati.

Di Giuseppe Saluppo

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