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Trasporto urbano a Campobasso, dal 12 settembre un Piano sperimentale

Sarà un Piano provvisorio a risolvere, momentaneamente, la questione legata al trasporto pubblico urbano a Campobasso. E’ quanto emerso dal faccia a faccia tra l’assessore comunale, Francesco De Bernardo e gli amministratori della Seac, la società che gestisce il servizio di trasporto urbano nel capoluogo. Dal 12 settembre e fino al 12 ottobre, sarà in vigore un’orario diverso con la correzione e la soppressione di alcune corse. Un’orario sperimentale che si basa sui restanti 250mila chilometri che la Seac dovrà garantire fino alla fine dell’anno. Nel corso di questa sperimentazione, verranno raccolti pareri, lagnanze o proteste dei cittadini in merito agli orari modificati o a corse soppresse. In base alle risultanze si procederà a rimodellare  il piano sperimentale. Tutto questo, naturalmente, nell’attesa che si possa andare a definire il bando di gara e assicurare i tempi dovuti per lo svolgimento della gara d’appalto stessa. Oggi, ancora più necessaria alla luce dei chilometri ridotti e della decurtazione dei fondi che sarà ancora più pesante, fino al 30%, a partire dal prossimo 1 gennaio. Intanto, però, restano in piedi le procedure di licenziamento per 10 autisti proprio alla luce del taglio dei chilometri e della riduzione del 10% delle risorse. Domani, ci sarà il tentativo di raffreddamento della questione dinanzi al sindaco di Campobasso, così come prevedono le procedure. Sarà quella la sede per conoscere quale sarà il destino dei 10 autisti da licenziare. Una vertenza, quella del trasporto pubblico urbano, che alla luce dei tagli e delle modifiche chilometriche deve conoscere un piano di gestione dei trasporti da parte del Comune, la pubblicazione del bando di gara e la riduzione di quei costi legati ai vari amministratori e quant’altro che finiscono con l’appesantire la spesa. Bisogna che il Comune di Campobasso esca dalla logica dei rinnovi annuali e dall’assenza di una struttura interna che ha impedito i necessari controlli e cambi di orari o percorsi secondo le esigenze dei cittadini.

Di Giuseppe Saluppo

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2 commenti

  1. È già difficile convincere la gente a spostarsi con i mezzi pubblici quando questi sono frequenti ed efficienti se poi sono al disastro diventa impossibile e i danni maggiori li subiscono i cittadini che non possono muoversi con mezzi propri, cioè in particolare gli anziani ma anche le famiglie con figli in età scolare. Questo tipo di politica dei trasporti è certamente destinata ad essere sempre più fallimentare fino alla soppressione definitiva di un servizio i cui costi penseranno sui bilanci degli enti pubblici più del dovuto proprio per la loro inefficienza. Ma una città senza servizi di mobilità pubblica fa veramente l’interesse generale?

  2. Alcune corse sono eccessive se confrontate con la zona servita, altre invece sono insufficienti. Il licenziamento degli autisti, tuttavia, si inserisce in un quadro più complesso, che è poi il solito: cattiva gestione della macchina amministrativa, scarsa programmazione, visione miope delle cose. E poi, fateli pagare a TUTTI, questi biglietti! Fate i controlli e applicate sanzioni, come avviene altrove. Pensate come pensano in altre città, e fatela finita con questa approssimazione! Ed ora, che cosa ne farete dei dipendenti lasciati a casa? Vi dice qualcosa lo zuccherificio di Termoli? Ecco, prendete AMPIAMENTE le distanze da quella gestione vergognosa. E se una cosa del genere accadesse ad un vostro congiunto?

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