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Tonnellate di rifiuti a poche centinaia di metri dal confine del Molise

Spazi tecnici e amministrativi per rimediare al via libera dato dal Tar della Campania all’impianto di compostaggio  dei rifiuti solidi urbani napoletani in territorio di Sassinoro, a poche centinaia di metri dal confine del Molise, non se ne intravedono, ma il già consigliere regionale del Molise di Liberi e Uguali, Michele Petraroia, che per impedire quell’atterraggio fonte di inquinamento s’è battuto in tutte le sedi possibili, non intende ammainare bandiera. A via libera conclusa, rileggere la vicenda in tutte le sue implicazioni e responsabilità, è venuto chiaro a galla  un grave difetto di procedura da parte della Regione Campania e della Regione Molise che non ha mai preteso di essere interpellata  e resa partecipe della decisione di autorizzare quell’impianto a forte caratteristiche inquinanti; difetto di opposizione anche da parte del comune di Sassinoro e, purtroppo, del Comitato per il Rispetto e la Tutela del Territorio, degli altri comitati popolari locali e, va detto, con il massimo rispetto possibile per l’impegno profuso, anche da parte del già consigliere regionale  s’è vero  – come è vero – che nella sentenza in favore dell’impianto di compostaggio e della società che lo gestirà (la New Vision S.r.l.), il Tar ha rilevato come irricevibile l’opposizione del comune di Sassinoro “atteso che il relativo subprocedimento si è concluso con decreto dirigenziale della Regione Campania 127 del 26 ottobre 2017, non tempestivamente impugnato da parte del Comune ricorrente, apparendo destituita di fondamento la spiegata azione di nullità, essendo le censure riferibili ad un cattivo uso del potere e non ad un difetto di attribuzione”.  Un altro rilievo del Tar ha riguardato “le censure che non appaiono assistite da elementi di fondatezza”. In particolare, quella per la quale “l’autorità sanitaria intervenuta nel procedimento è la Asl e che nessun elemento è stato addotto in ordine alla necessità di convocazione alla conferenza di servizi dell’Ente idrico campano”. Inoltre, per il Tar della Campania “manca un idoneo supporto probatorio a sostegno delle censure relative al mancato rispetto dei limiti distanziali dalle abitazioni e dal fiume Tammaro”. Ebbene, dinanzi a queste evidenze difettive, il già consigliere regionale Petraroia, come accennato, non intende abbandonare la possibilità di una nuova azione di contrato che egli pensa debba essere riproposta con un diverso spessore  rappresentativo chiamando in causa il presidente della giunta regionale del Molise, l’assessore regionale all’ambiente, la Provincia di Campobasso, l’Unione dei comuni della Valla del Tammaro, il sindaco di Sepino, il sindaco di Cercemaggiore, la Delegazione parlamentare molisana, il dipartimento della presidenza della giunta regionale , il dipartimento del governo del territorio, la direzione generale dell’Asrem Molise, il ministero dei Beni culturali,  il ministero dell’Ambiente, il ministero delle Politiche agricole, il segretario regionale del ministero dei Beni culturali, l’arcivescovo della diocesi Campobasso/Boiano, invitati “a verificare ogni possibile impugnativa giudiziaria, ricorso amministrativo, atto deliberativo, accertamento procedurale e/o verifica d’impatto ambientale, culturale, economico e sociale, di propria competenza, teso a salvaguardare il territorio della Valle del Tammaro, il Parco nazionale del Matese, il Regio tratturo Pescasseroli – Candela, le aree protette, il Sito archeologico di Saepinum – Altilia e le attività turistiche, ricettive, agricole, commerciali, artigianali, zootecniche e/o di altra tipologia potenzialmente a rischio a causa dell’installazione dell’impianto di trattamento rifiuti nell’Area Pip del Comune di Sassinoro, a poche centinaia di metri dal corso del fiume Tammaro e dal confine con il Molise” . Le autorità e i soggetti sollecitati, avendo già dato dimostrazione di scarso interesse alla vicenda, non si faranno scrupolo di continuare ad ignorarla, con ciò convalidando l’impianto di compostaggio della potenzialità di 22mila tonnellate a poche centinaia di metri dal confine molisano.

Dardo

Di Giuseppe Saluppo

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