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Toma rilancia la ferrovia del Biferno. Un’idea del 1861 avallata dalla Camera dei Deputati ma non realizzata

Magari fosse vero. Il presidente della Giunta regionale, Donato Toma, rilancia la necessità del completamento ferroviario trasversale del Molise nella valle del Biferno. Un percorso ferroviario il più corto, tra Napoli e l’Adriatico. Significherebbe far muovere l’Italia del Mezzogiorno e il Molise. Anche alla luce della Zona economica speciale, in via di definizione e dell’interporto di Termoli. Significherebbe fare uscire il Molise dall’isolamento. Un’idea progettuale già fatta propria, addirittura, dalla commissione trasporti della Camera dei deputati nel 1861. Poi, bruciato per strada per le necessità di Benevento e la miopia politica dell’allora classe dirigente molisana. I risultati? Li vediamo. Ma li aveva bene intuiti l’ingegnere capo del Genio civile, Antonio Rossi, proprio quando la strada ferrata finiva in disparte. “Dunque confidiamo che i Ministri non vogliano negare a due milioni di abitanti, a due Provincie e tre Circondari Italiani una linea di ferrovia che partendosi da Capua, per Benevento e Campobasso, scavalcando li Appennini tra Bojano e Vinchiaturo scendesse a Termoli su l’Adriatico ; la quale ha tutte le condizioni indispensabili ad una traversata appennina nel Napolitano: e che non facendosi, resterebbe fatto il più grave errore; e due milioni d’Italiani resterebbero ammiseriti”.  Siamo rimasti “ammiseriti”. E ci fa piacere che il presidente della Giunta regionale, Donato Toma, rilanci questo progetto. Il più breve per il collegamento persone e merci tra il Tirreno e l’Adriatico. E capace di proiettare il Molise fuori da un isolamento voluto.

Di Giuseppe Saluppo

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