Home / Politica / Il Tar salva Altilia dalle pale eoliche

Il Tar salva Altilia dalle pale eoliche

Un sospiro di sollievo per l’area archeologica di altilia che avrebbe dovuto vedere, nei pressi, l’istallazione, di 100 pale eoliche ricadenti nel territorio campano a confine ed autorizzato dalla Regione Campania. Il Tar ha accolto il ricorso della Regione Molise ed il provvedimento di VIA è stato annullato per la mancata convocazione, appunto, della Regione Molise alla conferenza di servizio. I 100 pali eolici avrebbero sconvolto l’ambiente. La Regione Campania aveva autorizzato una delle tante società del vento a violare la bellezza e l’unità ambientale del Matese, bypassando in maniera vistosa l’obbligo di informare del procedimento autorizzativo la Regione Molise. Un danno, quello che avrebbe provocato il provvedimento adottato dalla Regione Campania, che si era guardata bene dal convocare la consorella molisana alla riunione di servizio in cui, tra le proteste delle popolazioni del Sannio (Morcone e Santa Croce), dei comitati per la difesa ambientale, dei coltivatori e dei pastori e quant’altri apertamente contro a uno dei peggiori attacchi all’unità paesaggistica e ambientale del Matese mai concretizzato, s’era visto finora.  L’ingresso di decine e decina di pali eolici sul quel Massiccio avrebbe deturpato, anche, l’idea del Parco nazionale del Matese da qualche mese approvato in sede parlamentare. Battuto dall’interesse economico e speculativo di coloro che vogliono massacrare l’intero Appennino centromeridionale e, in modo scientifico, la Campania e il Molise. Regioni tra le più dotate di bellezze panoramiche e paesaggistiche, di ambienti incontaminati, di territori che trasudano storia e tradizioni irripetibili, ma governate da amministratori di manica larga e compiacenti ai richiami della produzione energetica alternativa e, diciamolo, del capitale della speculazione. Oggi, la decisione del Tar che ha bloccato l’intero progetto di decine e decine di pali eolici che avrebbero campeggiato sulle rovine romane. “L’accoglimento da parte del Tribunale amministrativo della Campania del ricorso presentato dal Wwf Sannio Onlus con il conseguente annullamento dei provvedimenti impugnati è un pronunciamento di fondamentale importanza per la gestione e la tutela del nostro territorio. Con convinzione avevamo scelto di aderire e sostenere l’istanza dell’associazione ambientalista: nessuno può escluderci da scelte che coinvolgono il nostro Molise”. Così il presidente Paolo di Laura Frattura e il vicepresidente Vittorino Facciolla, assessore all’Ambiente, sulla sentenza emessa dal Tar di Napoli sulla modalità di autorizzazione rilasciate dalla Regione Campania per la realizzazione di un parco eolico localizzato nel comune di Castelpagano, in provincia di Benevento, a pochi metri dal confine molisano.

Con memoria depositata, lo scorso 20 gennaio, la Regione Molise si è costituita in giudizio aderendo al ricorso e chiedendone l’accoglimento con articolate argomentazioni finalizzate a evidenziare che il parere della Regione Molise e degli altri enti locali molisani è obbligatorio e non poteva essere omesso.

“Ci interessava preservare, e lo abbiamo fatto, – sottolineano Frattura e Facciolla –, la bellezza del nostro paesaggio, dei Tratturi che lo attraversano e dell’aree sottoposte, non a caso, a vincolo paesaggistico in Molise”.

La Regione Campania aveva espresso favorevole giudizio di compatibilità ambientale (Via) con valutazione di incidenza (Vinca) al progetto proposto dalla Cogein, “senza però – ricostruiscono il presidente e l’assessore –, coinvolgerci come Regione in violazione delle Linee guida per la realizzazione degli impianti eolici approvate con decreto ministeriale”. Nel caso di progetti sottoposti a valutazione di impatto ambientale di competenza regionale e che possono avere impatti ambientali rilevanti su regioni confinanti, infatti, l’autorità competente è tenuta a darne informazione e ad acquisire i pareri delle autorità competenti di tali regioni, nonché degli enti locali territoriali interessati.

“Alla conferenza dei servizi indetta dalla Regione Campania per la valutazione di impatto ambientale, il Molise, come pure i comuni interessati dalla costruzione dell’impianto, doveva essere chiamato a partecipare: oggi lo sentenzia anche la Magistratura amministrativa. Accogliamo questa sentenza come una garanzia di sicurezza per la tutela del nostro territorio”, concludono soddisfatti Paolo Frattura e Vittorino Facciolla.

 

 

Di Giuseppe Saluppo

Potrebbe Interessarti

Toma: “Banda larga entro il 2020”

«Troppo importante per lo sviluppo delle imprese e per combattere l’isolamento delle aree interne. Vogliamo …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*