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Tagli alla Cattolica, si affilano le armi

Sull’assemblea indetta dalla Fials alla Cattolica con la presenza del presidente della Giunta regionale, Paolo Frattura, sulla questione del decreto 63 sui tagli alle strutture private, sta generando un vespaio di polemiche. “La Direzione Generale della Fondazione “Giovanni Paolo II” manifesta grande preoccupazione per l’atteggiamento che sta assumendo la più alta carica istituzionale della Regione Molise.  Il Presidente Frattura parteciperà ad una assemblea indetta da una sola organizzazione dei lavoratori,la Fials, che ha preso tale iniziativa senza coinvolgere le altre single sindacali, che hanno emanato una formale diffida, con l’obiettivo di annullare l’incontro. La Fials sembra aver ignorato tale richiesta, assumendo un atteggiamento che i lavoratori sapranno valutare adeguatamente. Il governatore Commissario Ad Acta, manifesta la volontà di incontrare i dipendenti, ma si astiene dall’informare gli organi direttivi della Fondazione: il Presidente e il Consiglio di Amministrazione. Sarebbe, invece, auspicabile avviare un proficuo confronto istituzionale, coinvolgendo i soggetti legittimati al governo della struttura, e non cercare spazi di mediazione fuori dai contesti ufficiali. L’ennesimo atto di ostilità nei confronti della Fondazione che va esattamente nella Direzione opposta rispetto ad un atteggiamento costruttivo e propositivo che deve caratterizzare le istituzioni. I lavoratori della Fondazione e tutti i cittadini molisani sapranno valutare adeguatamente tale comportamento e ne trarranno le dovute conseguenze”.  Anche i sindacati Cgil, Cisl, Uil e Cobas, denunciano “netta e ferma contrarietà alla suddetta iniziativa, perchè in contrasto con quanto previsto dalla normativa vigente e lesiva delle prerogative sindacali delle altre sigle sindacali presenti in azienda, e ribadiamo prime firmatarie del CCNL applicato dalla Fondazione Giovanni Paolo II e soprattutto per la migliore tutela dei lavoratori in servizio presso la stessa e loro iscritti, pertanto DIFFIDANO e invitano ciascuna delle parti coinvolte a desistere da tale illegittimo comportamento e a favorire le corrette relazioni sindacali. In particolare si chiede alla Fondazione “Giovanni Paolo II” di procedere al ripristino, in tempi brevi, della correttezza delle giuste relazioni sindacali, convocando al più presto le parti interessate e permettendo la più ampia legittimazione e partecipazione al tavolo aziendale, per la discussione e ricerche della soluzione organica alle varie problematiche, presenti in azienda. Resta inteso che in assenza di riscontro alla presente, le scriventi OO.SS., procederanno senza alcun indugio a mettere in atto tutte le procedure sindacali previste dalla normativa vigente e dal CCNL, a difesa e tutela dei diritti dei lavoratori e delle onorabilità delle rispettive OO.SS.”

 

Di Giuseppe Saluppo

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