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Sviluppo della montagna molisana spa chiude in perdita e si sta mangiando il capitale ma resta a simboleggiare il fallimento della Regione Molise nella programmazione turistica

Tra le società che vivono con il capitale interamente garantito dalla Regione Molise, che chiudono in perdita e non danno riscontri tangibili  sull’attività chiamata a svolgere va annoverata “Sviluppo della montagna molisana spa – in house providing”. Nasce intorno alla fine del 2009 perché gli amministratori regionali del tempo decisero che le attività imprenditoriali relative alla gestione degli impianti di risalita e dell’impianto di innevamento della stazione di Campitello Matese dovessero  esaurirsi con la messa in liquidazione della omonima  Società Consortile e proseguire con un nuovo organismo: la Società Sviluppo Montagna molisana SpA nella forma dell’in house providing, ossia partecipata al 100 per 100 dalla Regione, con l’ambizione di intraprendere una serie di iniziative per la promozione dello sviluppo delle località di Campitello Matese, di San Massimo e più in generale dell’area montana del Matese, “anche mediante l’acquisizione di partecipazioni in società esercenti attività imprenditoriali rivolte alla gestione delle stazioni sciistiche”. Un capolavoro politico, programmatico ed economico. Un a genialata tra le tante che punteggiano il Molise di società che non producono niente, che gestiscono in perdita, che consumano il capitale iniziale, che non danno lavoro, che non creano sviluppo , che non corrispondono  alla loro missione statutaria. Alcune di queste società, quelle meno gradite  al governo regionale guidato da Frattura, sono state eliminate brutalmente ( Il Korai a valere per tutte),  altre invece vengono mantenute in esercizio. Tra queste, la “Sviluppo montagna molisana”. Sono anni che chiude in perdita e che non riesce a cogliere alcun risultato. D’Altronde la montagna molisana per gran parte è stata ceduta ai produttori di energia eolica, parte agli estrattori di materiale inerte (cave a cielo aperto), e la parte che sarebbe destinata allo sviluppo turistico ansima maledettamente, a malapena sopravvive a se stessa e inevitabilmente costringe chi le amministra ad esprimersi come s’’è espresso l’amministratore unico della  Società di cui stiamo parlando, cioè  in termini tremendamente chiari e inoppugnabili, ma non sufficienti, evidentemente, a determinare nella Regione Molise un cambio di rotta. Nella relazione al bilancio consuntivo del 2016, alla voce  “Attività svolta”, l’amministratore unico scrive: “La società  ha per oggetto lo svolgimento di tutte le attività finalizzate allo sviluppo economico, alberghiero, turistico e sportivo di Campitello San Massimo e più in generale dell’area territoriale del Matese e della montagna molisana attraverso la promozione di un’offerta turistica integrata fondata sulla qualità dei servizi e dei prodotti, la valorizzazione del turismo dei territori interessati in tutte le sue componenti, la promozione di progetti riguardanti il sistema turistico nel suo complesso con particolare riferimento ai processi d’innovazione, la promozione di attività imprenditoriali nel settore del turismo, sportivo e dei servizi alberghieri, la valorizzazione e la tutela dell’ambiente e del paesaggio, del territorio montano, dell’agricoltura e dei prodotti tipici, la salvaguardia dell’equilibrio territoriale, la difesa dell’ambiente e delle risorse naturali, l’assunzione di partecipazioni in società anche unipersonali, e/o imprese aventi oggetto sociale connesso al proprio e/o altresì costituito dallo svolgimento di tutte le attività imprenditoriali volte alla gestione di stazioni sciistiche. In relazione a quanto sopra, la società, che svolgerà la parte più importante e prevalente delle proprie attività con la Regione Molise, assumerà tutte le iniziative necessarie, utili e/o opportune per procedere all’attuazione dell’oggetto sociale”. Attenzione! “ … assumerà tutte le iniziative necessarie, utili e/o opportune per procedere all’attuazione dell’oggetto sociale”. Perché, come è scritto nelle premesse della deliberazione della giunta regionale, “l’andamento gestionale continua ad essere caratterizzato dall’inattività operativa della Società in quanto l’intero valore della produzione è pari a zero”. Non fosse sufficientemente chiaro, il patrimonio netto 2016 pari 3.776.783 euro ha subito un lieve decremento rispetto al precedente esercizio (3.811.720,59 euro al 2015). Oltre a chiudere in perdita il bilancio, si sta mangiando anche il capitale. A questo punto chiunque amministratore pubblico che maneggia denaro pubblico e lo investe in pubbliche iniziative si domanderebbe se può essere lecito andare avanti o se non sia il caso di riflettere e prendere decisioni adeguate. Adeguate su basi diverse, con programmi diversi, con risorse diverse, con un management diverso agli obiettivi appena sopra riportati che parlano (a vanvera) di “sviluppo economico, alberghiero, turistico e sportivo di Campitello San Massimo e più in generale dell’area territoriale del Matese e della montagna molisana attraverso la promozione di un’offerta turistica integrata fondata sulla qualità dei servizi e dei prodotti, la valorizzazione del turismo dei territori interessati in tutte le sue componenti, la promozione di progetti riguardanti il sistema turistico nel suo complesso con particolare riferimento ai processi d’innovazione, la promozione di attività imprenditoriali nel settore del turismo, sportivo e dei servizi alberghieri, la valorizzazione e la tutela dell’ambiente e del paesaggio, del territorio montano, dell’agricoltura e dei prodotti tipici, la salvaguardia dell’equilibrio territoriale, la difesa dell’ambiente e delle risorse naturali, l’assunzione di partecipazioni in società anche unipersonali, e/o imprese aventi oggetto sociale connesso al proprio e/o altresì costituito dallo svolgimento di tutte le attività imprenditoriali volte alla gestione di stazioni sciistiche”. Forse più che cambiare il volto alla Società, sarà il caso che cambi volto la Regione Molise.

Dardo

 

Di Giuseppe Saluppo

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