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Asrem 118 Molise

Sui debiti da pagare l’Asrem corregge la Regione

Alla Regione Molise non ne azzeccano una, che una. Specie nel campo della sanità. E dopo aver ridotto a mal partito gli ospedali, messe in quarantena le strutture private, rimescolate le carte all’Asrem credendo che il nuovo management avrebbe risolto in men che non si dica i problemi dell’Azienda, il 29 novembre 2016 la giunta presieduta da Paolo Frattura, presenti Pierpaolo Nagni, Vittorino Facciolla e Carlo Veneziale, ha dovuto prendere atto che l’Asrem ha gravi criticità di cassa e una difficile situazione finanziaria “anche a causa della grande quantità di procedure monitorie e del considerevole livello dei pignoramenti”. Motivo per cui devono ritenersi superate le disposizioni della giunta del 20 novembre 2015, là dove è stato stabilito “ che la Regione procederà a stipulare accordi transattivi con i soggetti fornitori di beni e servizi, titolari di crediti nei confronti del Sistema sanitario regionale e dell’Azienda sanitaria Regione Molise (Asrem), e di delegare il direttore generale per la Salute alla sottoscrizione, per la Regione Molise, degli accordi transattivi, in esito alle opportune verifiche e valutazioni del gruppo di lavoro tecnico, con l’istruttoria tecnica dell’Asrem in merito alla certificazione del credito certo, liquido ed esigibile, documentata, tra l’altro, dal riscontro con la documentazione contabile esistente presso i competenti uffici aziendali”. La formula non ha funzionato. Al punto che, proprio dall’Asrem, è arrivato il suggerimento (accolto dall’esecutivo regionale) di una modifica dell’attuale assetto regolamentare della vicenda, e che, pertanto, sarebbe stato opportuno che si tenga in debito conto il fatto che molti dei soggetti che hanno aderito alla manifestazione di interesse indetta dalla Regione Molise sono in possesso di titoli esecutivi non più contestabili dall’Asrem. Per tale categoria di creditori l’Azienda sanitaria ha ritenuto infatti mettere in risalto che, “stante la non contestabilità del titolo, non sarebbe opportuno procedere ad alcuna comparazione di convenienza e quindi sia superflua ogni forma di graduazione che valga a stabilire un criterio di priorità nei pagamenti; in altre parole, in casi siffatti si potrebbe solo prendere atto della eventuale percentuale di sconto concessa sugli accessori e/o sul capitale, procedendo con immediatezza alla stipula di eventuali transazioni ed al successivo pagamento. Ciò consentirebbe da un lato l’immediato soddisfacimento dei titoli esecutivi, che essendo validi dieci anni potrebbero determinare procedure esecutive anche nel 2017, e dall’altro un
risparmio di spesa legato alla riduzione degli oneri accessori (interessi, specie di giudizio, imposte di registro eccetera). Ciò vuol dire sconfessione delle direttive regionali, la endemica superficialità con cui si affrontano questioni complesse, e la solita correzione in corso d’opera. Dopo che le casse dell’Asrem si sono svuotate e la situazione finanziaria permane gravida di difficoltà. C’è da domandare e domandarsi: ma sarà mai possibile con questa classe dirigente regionale creare i presupposti per una riduzione delle criticità, per una progressiva eliminazione dei nodi che impediscono alla gente in condizione di precarietà un minimo di assistenza, per rispettare i doveri dopo aver esatto i diritti? In questo caso i diritti dei creditori di un sistema sanitario malato, depresso, affidato a un management “straniero” (la romana Marinella D’Innocenzo alla direzione generale per la Salute e i calabresi Gennaro Sosto e Antonio Forciniti rispettivamente direttore generale e direttore amministrativo dell’Asrem), che gode di notevoli ristori finanziari. Dopo oltre un anno di sperimentazione per il pagamento dei debiti ai fornitori di beni e servizi, la giunta s’è piegata al suggerimento dell’Asrem ed ha previsto per i fornitori/creditori che abbiano aderito alla manifestazione di interesse, un elenco dei cosiddetti “creditori privilegiati” in possesso di titolo esecutivo non più opponibile ed un elenco di fornitori/creditori cosiddetti “chirografari” al fine di poter ristorare prioritariamente i creditori privilegiati in possesso di titolo esecutivo. Ed evitare altri guai.

Dardo

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