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“Strade disastrate, restituiremo le fasce tricolori”

Sindaci e parroci di nove comuni a cavallo tra i fiumi Trigno e Biferno, in riunione per parlare della drammatica  questione viabilità. “Siamo pronti a tutto pur di difendere i nostri diritti e quelli dei nostri cittadini, inizieremo il giorno 3 febbraio alle ore 11.00, presso la Prefettura di Campobasso, noi Sindaci riconsegneremo le fasce tricolori al Signor Prefetto, accompagnati dai parroci in rappresentanza di tutta la diocesi di Termoli – Larino che ci è vicina in questa ed altre problematiche. Ma sarà solo il primo di una serie di eventi eclatanti che metteremo in campo, coinvolgendo anche la popolazione locale, se non verrà dato ascolto al nostro grido d’aiuto. Esprimiamo tutta la nostra amarezza per la situazione in cui versano le strade Provinciali in questa zona del Molise.  Siamo veramente stanchi di questa situazione, sintomo di mancanza di attenzione da parte della Provincia di Campobasso e del Governo Regionale, non esiste altra zona in Molise dove le strade versano nelle nostre stesse condizioni.  Chiediamo interventi rapidi per risolvere il problema viabilità, le nostre strade sono diventate vere e proprie mulattiere, piene di buche e frane che hanno completamente deformato la sede stradale; la situazione è ormai divenuta INSOSTENIBILE, vane e scarse le risorse impiegate per questa zona, siamo ormai al collasso. Troppe promesse fatte e non mantenute, a noi non serve il contentino di turno, noi abbiamo bisogno di un intervento SERIO e TEMPESTIVO sulla viabilità altrimenti a causa dell’isolamento in cui già versano diversi comuni avremo uno spopolamento totale del territorio che già è in atto.   Le precipitazioni nevose dei giorni scorsi hanno finito per acuire la difficile situazione in cui già versavano le strade Provinciali, innescando diverse frane, e rendendole ancora più impraticabili ed a rischio chiusura come già avvenuto in passato per alcune di esse.  Non possiamo più aspettare la messa in campo di interventi a lungo termine, le strade vanno messe subito in sicurezza e quelle chiuse riaperte al transito, per consentire la NORMALE viabilità tra in nostri comuni.  I Sindaci ed i parroci dei comuni di: Acquavica Collecroce, San Felice del Molise, Montefalcone nel Sannio, Montemitro, Castelmauro, Palata, Tavenna, Mafalda, Montecilfone

Di Giuseppe Saluppo

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2 commenti

  1. Al danno la beffa.
    La notizia della chiusura per neve del tratto della SS 87 “Sannitica” dal Km 173+000 nel territorio del comune di Ripabottoni (CB) al Km 178+000 nel territorio del comune di Casacalenda (Cb), Valico di Cerrosecco, è stata riportata finanche dal TG a livello nazionale.
    Nonostante l’obbligatorietà dell’ANAS di comunicarne la chiusura (e la riapertura), noi che siamo del posto sappiamo benissimo di che pezzo di strada si tratta. Comuni come Santa Croce di Magliano, Bonefro, Colletorto, San Giuliano di Puglia e Casacalenda, prima di essere appellati come i paesi del cratere sismico, qualche decina di anni fa, transitavano su quel pezzo di strada conosciuto come “Cerrosecco”. Dal bivio di Casacalenda ci si inerpicava, per tornanti, fino a raggiungere la casa cantoniera, in cima, per poi ridiscendere altri tornanti fino al bivio di Sant’Elia. E così nel percorso inverso, di ritorno da Campobasso. Dal capoluogo e viceversa occorreva circa un’ora e mezza, nelle migliori condizioni. Poi, finalmente, parallelamente a quello che era il tracciato della stradina asfaltata dell’acquedotto (che pur si utilizzava nonostante il divieto), fu realizzata la variante di Cerrosecco (la Falcionina) a scorrimento veloce. Tempi di percorrenza ridotti di una ventina di minuti. Tutto risolto? No perché la variante fatta realizzare dalla Provincia è tuttora di sua competenza. Ed il problema sta proprio qui.
    Anche la Bifernina fu realizzata, a suo tempo, dalla provincia e, dopo varie peripezie, finalmente passò in competenza all’ANAS.
    Si pensava che dopo alcuni anni anche la variante di Cerrosecco (Falcionina) passasse in concessione all’ANAS con l’abbandono, ma solo in termini di competenza, dello storico tratto a monte. Invece dobbiamo ancora assistere ad una “attenta” manutenzione di questo tratto poco frequentato (segnaletica orizzontale, pulizia, all’occorrenza, con spartineve a turbina, ecc.) https://www.facebook.com/photo.php?fbid=1788386181487248&set=a.1520719894920546.1073741828.100009476494843&type=3&theater. Morrone e Ripabottoni, unici paesi che hanno interesse a percorrere quel tratto, hanno una comoda provinciale di sbocco sulla Bifernina, altrettanto vale per Casacalenda. Questo comune e tutti gli altri del cratere transitano giornalmente sulla variante Cerrosecco che, però versa in pessimo stato di manutenzione. Il manto stradale è logorato, la segnaletica orizzontale è inesistente e, per quanto venga pulita dalla neve, non ha certo il trattamento della Statale 87 a monte.
    Qui è il caso di dire che al danno segue la beffa, ancor più se si pensa che quel tratto della Statale 87, a monte, abbia rilevanza nazionale, tanto da rientrare nelle notizie dei TG. A chi percorre quelle strade sembra paradossale vedere mezzi che ripuliscono e manutengono un tratto di strada su cui passano pochi utenti https://www.facebook.com/photo.php?fbid=1788386181487248&set=a.1520719894920546.1073741828.100009476494843&type=3&theater, mentre sulla variante, a valle, utilizzata da tutti i paesi del cratere, c’è il più completo abbandono (con il solo sforzo di renderla praticabile dopo le nevicate).

  2. In Molise c’è tutto che non va. Inutile ostinarsi a preservare l’autonomia regionale. Ci abbiamo provato: abbiamo dimostrato di non esserne all’altezza.

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