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Strade colabrodo, a chi interessa?

di Giuseppe Saluppo

Con la chiusura amministrativa della Provincia di Campobasso, è stata completa l’opera di sfacelo della presenza pubblica per la manutenzione delle strade interne e provinciali. Strade interrotte, buche, manti dissestati e segnaletica mancante: bisognerà farci l’abitudine. Le competenze in materia dovrebbero restare in capo agli stessi enti, che saranno la Casa dei Comuni, ma i fondi non ci sono. Una prima conseguenza è che molte delle strade chiuse a causa delle frane, non si sa quando potranno essere riaperte. Così, alle croniche difficoltà di lavoro e di mantenimento della popolazione nei paesi interni, c’è anche il serio rischio di non potere più avere strade percorribili. Al momento la situazione è drammatica. E se non si dovesse porvi mano nel breve, approfittando degli ultimi scampoli di una disastrosa stagione estiva, i guai comincerebbero a farsi seri. La domanda, però, sorge spontanea: ma quando vengono assunti provvedimenti che vanno a sconvolgere l’esistente si pensa chi poi dovrà gestire l’esistente? Chi, in pratica, dovrà mettere i soldi necessari per garantire almeno la sopravvivenza dei piccoli comuni legati all’unica strada di collegamento? Crediamo proprio di no, alla luce di quanto accade. Intanto, le strade colabrodo sono solo il primo segnale negativo di quanto dovrà ancora aversi. C’è il rischio, infatti, di isolamento per intere zone. Notizie del genere si verificano, di solito, dopo le guerre. Mentre da noi, maltempo a parte, l’impossibilità della manutenzione porta a situazioni altamente a rischio. In una regione, già fortemente penalizzata dal punto di vista dei trasporti, nella quale non è possibile continuare ad assistere a queste situazioni nel silenzio e nell’indifferenza generale.

Di Giuseppe Saluppo

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