Home / Campobasso / Spegniamo tutto così non c’ imbavaglieranno il cervello   

Spegniamo tutto così non c’ imbavaglieranno il cervello   

di Massimo Dalla Torre

 

Basterebbe solo il titolo a sintetizzare il pensiero su quanto stiamo leggendo sulla stampa in merito ai continui strali lanciati all’indirizzo degli operatori dell’informazione. Un qualcosa che in dialetto oseremo definire “nu’ taluorn” che offre solo e unicamente passerelle di politici, opinionisti e appartenenti alla schiera degli amici, degli amici, pronti a sparare a zero su tutto e tutti. Questo è, il nostro giudizio su quanto c’è propinato quotidianamente che, al punto in cui siamo, da un lato richiama sempre più pubblico stregandolo e ammaliandolo come fosse una donna di estremo fascino, ma senza logica, dall’altro è alquanto stantio, ammuffito e sempre in dialetto “ammazzarito”. In queste giorni che i commenti su quanto accade attorno al mondo dell’informazione si fanno sempre più pressanti, si da estremo spazio a personaggi più o meno credibili che non esitano ad irretire la gente con le menate, ci scusiamo per la violenza delle parole, vanificando anni di lotte e di conquiste specialmente quando si parla di libertà di pensiero e di espressione. In un Paese in cui c’è chi non esita a sferrare colpi a destra e a manca pur di accaparrarsi lo share più alto, non è assolutamente concepibile distrarre l’opinione pubblica con temi farraginosi elargendo perle di saggezza inutili. In un Paese in cui ci si prende il lusso di spadroneggiare nell’informazione, non quella vera, ma quella di facciata, perché ci si deve appropriare di un merito che non gli appartiene, non è accettabile che si dia spazio a chi pontifica  strepita, minaccia, insulta specialmente quando non si pensa come loro, tralasciando argomenti d’importanza come nel caso della difficile crisi economico/finanziaria che sta caratterizzando la Nazione. Non ce ne voglia nessuno se usiamo la crudezza delle parole, ma è la verità. Una verità amara, triste, sconcertante. Una verità che grida nel silenzio più assordente che si è giunti senza se e senza ma alla “stagion dei fichi” tanto per usare un detto toscano dove quelli che hanno il  “bigoncio” pieno non accettano di pagare la loro quota parte. Una verità in cui viene fuori un volto arrogante, in cui la spregiudicatezza, un tempo dote di chi aveva coraggio e intelligenza, è sinonimo di totale disprezzo dell’altrui pensiero, come direbbe il vate abruzzese D’Annunzio. Un qualcosa che mal cela quelle che sono le vicissitudini che si presentano quotidianamente e che per colpa del bavaglio si vuole imporre non sono portate a conoscenza della gente. Ecco perché, è il caso di spegnere tutto con la speranza che il nostro consiglio non sia passato al setaccio da chi si arroga il diritto di leggere nelle menti libere che potrebbero celare segnali d’incitamento a chi sa cosa…a voi la scelta di cosa.

 

 

 

 

Di Massimo Dalla Torre

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