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Soldi del Por 2007/2013 per il potenziamento della raccolta differenziata utilizzati con 10 anni di ritardo

Tra proroghe e allungamenti di tempo a mò di elastico, resi possibili dall’intreccio sempre più caotico di direttive nazionali  ed europee, la Regione Molise sta dando fondo ai milioni di euro che le sono stati lasciati in eredità da Michele Iorio e dal centrosinistra che ha amministrato il Molise fino al 2013, per cedere la mano a Paolo di Laura Frattura che coll’eredità milionaria ci ha campato e continua a camparci, visto che di suo, della programmazione 2014/2020 non è riuscito a spendere che qualche spicciolo. E a dire che i soldi del programma 2007/2013 dovevano essere rendicontati entro il limite invalicabile del 31 dicembre 2015. Miracoli della politica: quei soldi stanno ancora in circolo, manipolati dal Quarto dipartimento regionale e ripartiti in favore di singoli comuni, di unioni e raggruppamenti di essi.  Si stanno utilizzando soprattutto le risorse finanziarie del Fondo europeo per lo sviluppo e la coesione relativo al Programma operativo 2007/2013 con una dotazione finanziaria di 5.389.226,86 di euro per il potenziamento della raccolta differenziata, e per finanziare progetti innovativi nel settore. Le linee di intervento sono molteplici. Vanno dall’acquisto di attrezzature e mezzi per la raccolta differenziata al  servizio di spazzamento, alla tutela e manutenzione del verde pubblico, alle convenzioni con guardie ambientali per la tutela del territorio, ai servizi alla persona coerenti con gli Obiettivi dei “Servizi di cura per gli anziani” e dei “Servizi per l’infanzia”, alla  installazione di distributori di acqua trattata e sanificata derivante dalle rete acquedottistica pubblica finalizzata alla riduzione del consumo di acqua imbottigliata, alla installazione di distributori di latte crudo finalizzata alla riduzione del consumo di latte imbottigliato, alla valorizzazione delle produzioni a km zero e ai progetti di comunicazione inerenti la raccolta differenziata (realizzazione di siti web, locandine, opuscoli). In questa varietà di destinazioni ci hanno sguazzato e ci sguazzano in parecchi, chi con furbizia e rapidità, chi con qualche titubanza di troppo, chi sofisticando e sottilizzando sulle procedure, dimenticando che tutto ciò che ruota intorno alla raccolta differenziata è materia utile, è un modo efficiente di contenere i costi e di migliorare le condizioni ambientali. Se queste fossero idee e convinzioni radicate e non strumento della politica, non saremmo a febbraio del 2017 a commentare l’ultimo episodio di cronaca sul programma attuativo regionale (Asse III – Ambiente e territorio, linea d’intervento:  Gestione dei rifiuti urbani, concessione dei finanziamenti per progetti innovativi e risorse premiali per il potenziamento della raccolta differenziata). Non staremmo a dover prendere atto   della comunicazione del comune di Frosolone, capofila del raggruppamento dei comuni con  Bagnoli del Trigno, Macchiagodena, Sant’Elena Sannita e Sessano alla Regione perché stralciasse 22.095 euro corrispondenti ai “servizi di spazzamento” della Linea di Azione “A”, per  riassegnarli singolarmente ai comuni, ovvero: 7.500 euro a Bagnoli del Trigno; (.095 a Macchiagodena; 1.500 a Sant’Elena Sannita, e 5.000 a Sessano del Molise. Di modo che, dalla possibilità di un unico appalto, si è passati a poterne fare cinque, compreso Frosolone.

Dardo

 

 

Di Giuseppe Saluppo

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