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Il sindaco Sticca: “Castelmauro quelle pale eoliche non le vuole”

Nella seduta di Consiglio Comunale del 20 luglio 2017 il Sindaco di Castelmauro Angelo STICCA ha relazionato in merito alla recente delibera della Presidenza del Consiglio dei Ministri, con la quale è stato autorizzato la  realizzazione di un un impianto eolico in località Macchiarocca  proposto dalla ditta SET srl. CONTRO LA VOLONTA’ ESPRESSA DAL COMUNE.

L’impianto prevede n.8 torri dell’altezza di 178 mt.

Spiego nei dettagli l’iter che ha portato alla quasi autorizzazione definitiva:

Facciamo un passo indietro e partiamo dal 2010 quando nel nostro primo mandato a fronte di alcune richieste di ditte che si proponevano con una certa insistenza per installare dei pali eolici nel nostro territorio in cambio di una consistente somma di denaro, che allora chiamavamo royalties,  organizzammo un assemblea pubblica per capire l’orientamento dei cittadini verso l’eventuale realizzazione di un parco eolico sul territorio comunale. Vennero a relazionare all’incontro  esperti del settore, sia  favorevoli che contrari all’eolico, che ci  spiegarono compiutamente i pro e i contro.  La maggioranza dei cittadini manifestò un netto parere contrario per una serie di motivi, un’altra parte della cittadinanza rimase indifferente, una piccola minoranza invece era favorevole soprattutto per una questione economica.  L’esito di quegli incontri fece propendere l’Amministrazione Comunale da quel momento in poi ad  esprimere parere negativo a tutte le proposte che comunque sono arrivate da alcune ditte e quasi sempre per la c.da Macchiarocca in quanto è una delle aree non soggetta a vincoli.

A fronte del nostro dissenso nessuna di quelle ditte ha insistito più di tanto nel proporre la  realizzazione dell’impianto contro la volontà del Comune, eccetto l’ultima in ordine cronologico che è la ditta SET srl con sede a Trivento, la quale ha ritenuto che il parere del Comune così come previsto dalla legge non fosse vincolante, anche a costo di affrontare  i vari gradi di giudizio, proprio in considerazione che l’area di Macchiarocca non è soggetta a nessun tipo di vincolo ambientale.  Alla prima ipotesi di progetto presentato dalla ditta SET srl direttamente alla Regione nel 2013, non venne rilasciata l’autorizzazione unica e fu chiesto dall’Arpa Molise di assoggettare il progetto a VIA in relazione a possibili rischi idrogeologici e interferenze con altri impianti eolici già realizzati da Enel Green Power nella stessa zona.  La ditta proponente evidenziando il carattere dilatorio dei provvedimenti assunti dall’Arpa molise,fece ricorso al TAR, il quale concesse la sospensiva.

La Regione Molise impugnò tale provvedimento al Consiglio di Stato, il quale sentenziò la revoca della sospensiva ed una celere discussione nel merito.

Nella discussione di merito, il TAR Molise con sentenza del Novembre 2015 ha accertato l’illegittimità degli atti adottati dall’Arpa, affermando in particolare che non può non rilevarsi, nella specie, un uso eccessivamente gravoso della procedura di assoggettamento a v.i.a., in considerazione del dato, pressoché incontestato, che nel progetto non emergono specifici profili di impatto negativo sull’ambiente, sussistendo semmai perplessità da chiarire e che potrebbero essere chiarite nel corso del procedimento unico integrato di autorizzazione.

Ha di fatto, annullato gli atti con cui la Regione aveva imposto di effettuare la valutazione di impatto ambientale in quanto colpevole di aver “aggravato in maniera ingiustificata il procedimento e dilatandone i tempi, per un’area priva di qualsiasi problematica ambientale”.  L’iter autorizzativo a questo punto ha ripreso il suo percorso e abbiamo avuto modo nella conferenza di servizio convocata dalla Regione Molise di esprimere il nostro parere negativo che insieme a quello del Mibact, fece propendere la struttura regionale a non concedere l’autorizzazione unica e di rimandare gli atti alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.  

Nella riunione istruttoria del 26 sett. 2016 presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri a Roma, insieme al Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo abbiamo ribadito la nostra contrarietà alla realizzazione dell’impianto, mentre il  Ministero dello sviluppo economico  ha espresso parere favorevole, evidenziando l’interesse pubblico alla realizzazione dell’impianto.  Pur considerando l’energia da fonti rinnovabili una risorsa  importante per arginare il fenomeno dei cambiamenti climatici e per garantire l’approvvigionamento energetico necessario, riteniamo che sia fondamentale tenere  in debita considerazione l’impatto ambientale causato dagli impianti eolici e solari.

Per tale motivo dovrebbe essere preminente il parere delle comunità locali.

Lo studio di impatto ambientale non può essere ridotto ad un semplice sopralluogo e studio di una documentazione sommaria ed approssimativa, perchè il territorio non è solo ciò che è stato ma anche ciò che vuole continuare ad essere.

Un territorio martoriato da frane e smottamenti, come il nostro, pesantemente penalizzato da una rete viaria inadeguata, per il miglioramento delle condizioni di vita dei suoi abitanti, non può che puntare sulla valorizzazione delle risorse ambientali, naturalistiche e paesaggistiche, che sarebbero fortemente compromesse dalla realizzazione di un parco eolico.

La programmazione degli interventi  messi in atto dalle amministrazioni locali che  mirano ad uno sviluppo economico del territorio procedono proprio nella direzione della valorizzazione delle risorse naturali, ambientali e paesaggistiche  presenti in loco, anche attraverso un sistema incardinato sullo sviluppo dell’agricoltura e del turismo rurale.

 

Nel visionare il progetto dell’impianto eolico proposto sul territorio di Castelmauro e la documentazione a corredo,  abbiamo rilevato che sono state completamente ignorate la presenza  dell’area SIC Monte Mauro- Selva di Montefalcone nel Sannio e ZPS IT7228230 lago di Guardialfiera- Foce del Biferno. Il sito interessa un’ampia e ben conservata area forestale, di circa 500 ha composta prevalentemente da cerri e faggi. Stranamente l’attenzione è stata invece focalizzata su altri SIC che non hanno nessun rapporto ne di vicinanza e ne visivo con il sito interessato all’impianto.  Il SIC include anche il Monte Mauro (1042 mt slm) una delle maggiori cime del sub-Appennino Abruzzese-Molisano dove dal 2007 è entrato in attività un OSSERVATORIO ASTRONOMICO con telescopio di ultima generazione e che si sta cercando di lanciarlo nel panorama internazionale.

Non è comprensibile come in tutto l’iter autorizzativo sia stato completamente ignorato la presenza  di un OSSERVATORIO ASTRONOMICO e di una  TERRAZZA PANORAMICA sulla cima del Monte Mauro ove  tutte le torri eoliche risulteranno essere visibili in tutta la loro altezza. Il progetto proposto, tra i punti di interesse non considera la Montagna di Monte Mauro e l’Osservatorio Astronomico anche se è evidente  L’ALTISSIMO GRADO DI  VISIBILITA’.  Il territorio interessato dal parco eolico, presenta indubbie potenzialità paesaggistiche e culturali anche per la presenza di un Osservatorio Astronomico, di richiamo nazionale e internazionale, che devono essere supportate da adeguate politiche di conservazione e valorizzazione.

Le forti modificazioni della percezione paesaggistica  conseguenti all’installazione delle torri eoliche, costituisce un impatto negativo alla vocazione culturale e turistica dell’area.  

La percezione paesaggistica e panoramica dall’OSSERVATORIO ASTRONOMICO G. Boccardi e dalla montagna di Monte Mauro è già fortemente compromessa dalla presenza di molteplici PALI EOLICI dislocati sia sul territorio Molisano nelle immediate vicinanze del sito oggetto di contestazione che sul territorio Abruzzese confinante .

Tale impatto negativo non è stato minimamente considerato dalla società proponente che ha trascurato completamente di esaminare, analizzare ed esporre. Infatti, nella cartografia tecnica l’area Osservatorio Astronomico e Montagna di Monte Mauro è stata accuratamente evitata di riportarla, focalizzzando l’attenzione esattamente dalla parte opposta. 

La stima del danno culturale, ambientale e paesaggistico causato dalla centrale eolica in progetto è incalcolabile e pertanto non è possibile alcuna forma di compensazione economica.

Alla luce di tutte queste considerazioni riportate in sede di conferenza dei servizi, insieme alla  soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio del Molise, abbiamo chiesto che nella parte di territorio comunale località Macchiarocca e Fontanelle venga esclusa ogni progettazione e attività capace alterare le bellezze paesaggistiche, ambientali, naturalistiche e culturali del territorio. 

Abbiamo anche provato a chiedere in sub ordine una riduzione del numero dei pali e una diminuzione dell’altezza di ogni singolo aerogeneratore che comunque avrebbe consentito un minor impatto paesaggistico.  Purtroppo lo Stato con una legge del 2003 ha equiparato questi interventi ad attività di pubblica utilità, urgenti ed indifferibili, nonostante l’investimento sia interamente privato, le imprese del settore se non autorizzate possono presentare istanza direttamente alla Presidenza del Consiglio dei Ministri dove viene attivato un arbitrato che può giungere a ribaltare addirittura  le sentenze della giustizia amministrativa.

Nel nostro caso, nonostante la contrarietà espressa dal Comune di Castelmauro, anche a fronte di proposte compensative per ristoro ambientale e territoriale e dal Mibact, la Presidenza del Consiglio dei Ministri con atto del 16 giugno 2017 ha ritenuto di dover deliberare in favore della prosecuzione del procedimento  autorizzativo all’impianto. E’ stato fatto di tutto per ostacolare il progetto, secondo la volontà espressa da questa Amministrazione e dai cittadini.”

Nonostante la situazione assolutamente difficile, negli atti conclusivi cercheremo di trovare lo spazio per una eventuale concreta ulteriore opposizione nei limiti consentiti dalle leggi.

Di Giuseppe Saluppo

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