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Il sindaco ha deciso: la don Milani sarà sistemata nel plesso di Via Gorizia

 

Commissione comunale ai Lavori Pubblici: l’amministrazione s’è mostrata al pubblico presente ai lavori in tutta la sua fragilità politica e le sue contorsioni tecniche e amministrative. Per la parte politica ha provveduto direttamente il sindaco Massa, con a fianco l’assessore Maio, al quale non ha concesso mai di parlare né di interloquire, avendo avocato totalmente a sé la faccenda della sicurezza nelle scuole e il trasferimento della Don Milani al plesso scolastico di Via Gorizia. Per la parte tecnica avrebbe dovuto procedere  la dirigente Iannelli ma non è stata della partita. Niente male: ha provveduto di nuovo il sindaco, dando notizia dello stanziamento di centomila euro per i lavori di miglioramento funzionale di quel plesso e, contestualmente, della impraticabilità della soluzione prospettata con l’utilizzo degli impianti M2 della ditta Mascioli in quel di Campodipietra, sui quali pare sarebbero confluite alcune sollecitazioni anche dall’interno del consiglio(versante delle minoranze). Tutori e mallevadori non mancano mai quando c’è da fare favori e clientela. Idea totalmente balzana quella : per extraterritorialità, per problemi di trasporto e costo elevato. Meno balzane le altre proposte relative alle offerte di strutture disponibili nell’area della zona industriale di Colle delle Api. Ma ugualmente onerose oltre la sopportabilità del bilancio municipale. Ripiegamento strategico, quindi, sul plesso di Via Gorizia con annessi interventi di miglioramento funzionale valutati intorno ai centomila euro. Preso dall’ottimismo di una scelta se non condivisa certamente condivisibile, il primo cittadino s’è detto fiducioso di svolgere in tempi particolarmente celeri le procedure tecniche e amministrative per appaltare i lavori e concluderli entro  il 15 gennaio. Brusio degli astanti, ed eccezioni scettiche ma ragionate (oltre che calcolate) da parte dei consiglieri comunali che, però, non hanno scalfito le certezze di Antonio Battista che, suo malgrado, ormai sono circa tre mesi che tese e ritesse soluzioni pur di tacitare la protesta dei comitati popolari e dei genitori che temono per l’incolumità dei propri figli, una volta varcata la soglia della scuola di riferimento. Una faccenda esplosa immotivatamente, avendo alle spalle una situazione consolidata e che da anni traduce uno stato di fatto in cui la quasi totalità delle scuole cittadine (di primo e di secondo grado) hanno problemi sismici non risolti né risolvibili in termini assoluti e in tempi brevi. Per evitare fughe in avanti e “movimenti” di protesta occorrerebbero chiarezza e determinazione.

Chiarezza tecnica (peraltro chiesta agli esperti e agli strumenti di rilevamento dell’università del Molise) e determinazione nell’andare dritti, senza tentennamenti, alla realizzazione di un Polo scolastico.

Ma la Regione Molise non apre bocca in proposito né scuce gli 11 milioni che sarebbero stati recuperati dalla ri-contrattazione dell’Accordo di programma quadro di oltre 10 fa. La Regione  e non le amministrazioni locali prive di risorse finanziare, è la parte in causa, ma la protesta preferisce bersagli deboli e più a portata di mano. Se però lo scopo della polemica era quello di favorire la ricerca e l’affitto di strutture private, lo scopo non è stato raggiunto. Mesi di confronto, bandi pubblici, proposte avanzate,  alla fine si concluderanno nella utilizzazione del plesso scolastico di Via Gorizia, ancorché bisognoso di interventi migliorativi. Stanziati infatti centomila euro. La polemica ha sempre un prezzo. Ed anche in questo caso lo ha pagato il sindaco Battista reo di non essersi evitato una battuta che, con la soluzione trovata,  riassumeva la possibilità di garantire il pranzo alle ore canoniche agli alunni e ai genitori. Del tutto sgradita, è stata accompagnata dalla infuriata fuoriuscita dei genitori e degli alunni.

 

Dardo

 

 

 

 

 

Di Giuseppe Saluppo

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