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Il servizio 118 della Croce Rossa e delle Organizzazioni di volontariato va prorogato al 31 gennaio 2019

Le Organizzazioni di volontariato e la Croce Rossa Italiana che al 31 dicembre 2017 hanno visto scadere le convenzioni in atto con l’Asrem per il servizio di trasporto per l’emergenza territoriale (118), per il trasporto e il soccorso sanitario (ambulanze), lo potranno svolgere, senza soluzione di continuità, fino al 31 gennaio 2019. Lo ha deliberato la giunta regionale a conclusione dell’istruttoria svolta dal servizio programmazione delle politiche sociali particolarmente complessa, infarcita di riferimenti e rimandi normativi e legislativi. Il rapporto con  l’Asrem segue quello antecedente con le Asl e risale al 6 ottobre 1998. Sono decenni, quindi, che la storia va avanti seguendo e zigzagando le varie disposizioni che da quella data sono venute fuori con l’obiettivo di definire sempre al meglio questo servizio ausiliario, peraltro spesso e volentieri decisivo nel soccorrere gente in pericolo e/o in difficoltà. Nell’ottica di renderlo sempre più adeguato, il Programma operativo straordinario (2015/2018) della Regione s’è posto l’obiettivo di avviare e concludere nel periodo dirigenza un nuovo modello organizzativo dell’assistenza, caratterizzato dal potenziamento delle attività sul territorio e in questo contesto anche la modulazione di un 118 sviluppato in aree complesse, adattando gli interventi secondo le necessità, verso un trasporto rapido e la gestione sul luogo dell’evento. Ossia ambulanze particolarmente attrezzate per prestare soccorso. Qui ed ora stiamo trattando uno degli aspetti solo all’apparenza marginale del sistema sanitario.  Nella realtà siamo di fronte ad una situazione che investe il lavoro, l’occupazione e, come detto e ridetto, un apporto sostanziale alle situazioni d’emergenza che si vengono a creare sul territorio e dal territorio trasferite al sistema sanitario. Trattandosi di volontariato, il servizio di cui stiamo parlando, rientra pertanto a pieno titolo nelle politiche che investono e riguardano quel settore,  la sua disciplina, la sua organicità, ed anche la sua trasparenza avendo il servizio un riflesso economico. A partire dalla data di entrata in vigore  del decreto legislativo 117 del 3 luglio 2017, l’operatività del Codice Unico del Terzo Settore (volontariato) dovrà trovare piena applicazione entro e non oltre 18 mesi. Quindi è prevedibile che nel periodo della proroga concessa dalla giunta qualcosa si dovrà rivedere e mettere in atto. C’è da aggiungere che il rapporto convenzionale tra l’Asrem  la Croce Rossa e le organizzazioni di volontariato è stato oggetto di valutazione anche da parte del commissario ad acta per l’attuazione del piano di rientro dai  disavanzi del settore sanitario il quale ha fissato in 3 anni il tempo per l’adeguamento ai requisiti strutturali previsti dalle norme, in 2 anni per quelli tecnologici e in 1 anno per quelli organizzativi i requisiti minimi per ottenere l’autorizzazione e l’accreditamento dei servizi di trasporto e soccorso sanitario. Nel concedere la proroga fino al 31 gennaio 2019, la giunta non fa alcuna menzione di questo rilievo commissariale, per cui si deve dare per scontato che verrà tenuto in considerazione. Il sistema della proroga però denuncia ancora una volta come la Regione si trovi sempre scoperta e impreparata alle scadenze dei contratti e delle convenzioni. Ci sono situazioni in essere basate sulla proroga che, contro legge, sì contro legge, si ripetono per più volte e per anni. Contro la legge. Stessa storia con i commissariamenti. Non c’è ormai ente sub regionale o strumentale che non sia affidato ad un commissario straordinario non avendo la Regione avuta la capacità (e la volontà) di nominare gli organi ordinari d’amministrazione. Il Molise delle proroghe e dei commissari straordinari e ad acta, è una realtà in perenne stato di precarietà.

Dardo

Di Giuseppe Saluppo

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