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Se non si interverrà a correggerlo, il declino del sistema sanitario regionale, già segnato, diventerà irreversibile

Susanna Pastorino per la Fp Cgil, Anna Valvona per la Cisl Fr, Tecla Boccardo per la Uil Fpl, Carmine Vasile per Fials Confal e Fernanda De Guiglielmo per la Fsi-Usae hanno scoperchiato i mali della sanità pubblica molisana e li hanno raccolti in documento passato alla stampa e diretto ai vertici regionali perché si sapesse e sapessero cosa tocca ai molisani in pieno Terzo Millennio. Ne hanno titolo. Sono responsabili e rappresentanti del settore sanitario per i rispettivi sindacati. Conoscono per esperienza diretta le difficoltà, le carenze, le insufficienze e i difetti programmatici e organizzativi della rete ospedaliera. Il Molise sanitario è sostanzialmente una vergogna, sbrindellato, particellizzato, ceduto (gratis?) agli interessi privati e alle altre regioni. Vanno per questo ringraziati e spinti ad essere sempre sul pezzo, a tenere costantemente sotto tiro gli uomini e le donne della politica molisana responsabili delle difficoltà  che l’utenza trova al tentativo di farsi curare. Non sospettabili di partigianeria politica né di connivenze con le parti egemoni della sanità, ciò che affermano è la sacrosanta verità. Non hanno altro potere che quello della denuncia, sperando di  muovere le acque stagnanti in cui sono  stati affogati la dignità  e la professionalità dei medici e dei paramedici e il diritto costituzionale dei cittadini alla salute.  Come e perché s’è giunti a tanto lo si rileva da ciò che hanno scritto. E hanno scritto: “I limiti posti in questi anni, anche a seguito dei piani di rientro dal deficit con il conseguente blocco del turn-over, i continui tagli lineari, hanno determinato inefficienze e carenze gestionali nelle strutture ospedaliere con gravi ripercussioni sulla qualità delle risposte ai bisogni di salute e di assistenza dei cittadini. Le organizzazioni sindacali e la Rsu aziendale si vedono pertanto costretti a denunciare con forza la disorganizzazione esistente in alcuni servizi e unità operative, che di fatto penalizzano i cittadini bisognosi di cure, e che il più delle volte questi ultimi sono costretti a rivolgersi presso strutture sanitarie di altre regioni, aumentando in questo modo la percentuale di mobilità passiva! Per cui richiamiamo l’Asrem e la Regione Molise alle rispettive responsabilità sia per la salvaguardia della tutela della salute dei cittadini sia per il rispetto e la garanzia dei diritti contrattualmente riconosciuti ai dipendenti!  In particolare le Organizzazioni sindacali rimarcano le gravi criticità esistenti nei prèsidi ospedalieri e territoriali che necessitano di una sostanziale riorganizzazione dei servizi attraverso il potenziamento della dotazione organica e la definizione dei reali fabbisogni di personale e dei mezzi necessari a garantire i Livelli essenziali di assistenza (Lea), focalizzando l’attenzione non più sui costi e sui tagli ma sugli investimenti da effettuare a favore di servizi sanitari efficienti e di qualità da offrire ai cittadini”. Nondimeno fa parte della rivendicazione dei sindacati una diversa politica sanitaria e la determinazione del fabbisogno reale di personale e del perenne stato di incertezza in cui versa tutta la sanità molisana. Per focalizzare meglio i problemi hanno chiesto “la costituzione di un Tavolo di Crisi permanente inter-istituzionale per meglio fronteggiare le varie emergenze, e per sollecitare soluzioni tempestive atte a superare le numerose problematicità, ed eliminare così inefficienze, sprechi, disservizi e le continue violazioni delle norme contrattuali. Tutto ciò per favorire una accelerazione sulla definizione di fabbisogno di personale, per poter condividere un piano sanitario regionale che sia in grado di conciliare le richieste di salute dei cittadini con una offerta sanitaria ampia e di qualità, e per una graduale riduzione dei ticket e la completa eliminazione dei super ticket onde ridurre le disuguaglianze che si determinano dall’eccessivo costo”. Infilati uno di seguito all’altro sono questi i  punti dolenti, gli ostacoli, gli impedimenti che si frappongono all’ innalzamento qualitativo dei servizi sanitari. Inoltre, i sindacati  insistono sulla opportunità di porre particolare attenzione “all’adeguamento della rete ospedaliera, della rete territoriale e principalmente alla creazione di una rete efficiente per la gestione dell’emergenza-urgenza per le patologie tempo dipendenti, dando vita ad un’unica rete in cui inserire l’intera offerta sanitaria regionale”. Il caso del decesso dell’uomo di Larino non soccorso a Termoli e mandato a San Giovanni Rotondo a disastro avvenuto, sarebbe stato evitato e gli ispettori mandati da Roma dalla ministra Grillo diranno meglio delle cause e delle responsabilità.  Conclusione a firma Susanna Pastorino ,  Anna Valvona,  Tecla Boccardo,    Carmine Vasile  e  Fernanda De Guglielmo: “Auspichiamo che quanto da noi sopra evidenziato trovi finalmente le giuste e doverose risposte, altrimenti il declino del nostro sistema sanitario regionale, già segnato, diventerà irreversibile!”

Dardo

Di Giuseppe Saluppo

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Un Commento

  1. La situazione è gravissima, ed i nuovi governanti sembrano non preoccuparsene più di tanto. Sentite, ormai lo abbiamo dimostrato in tutti i modi di non meritarci l’autonomia regionale, facciamo acqua da ogni parte, e gli ultimi dati Svimez lo confermano tristemente. Adesso basta con questa farsa offensiva che prende il nome di regione Molise. Si vada alla macroregione con Marche e Abruzzo e la si faccia finita con tutti questi disservizi e queste incompetenze!

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