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Scuole sicure, il Comune è alla prova dei fatti

 

Gli 11 milioni di euro per costruire la galleria che avrebbe collegato il Terminal delle autocorriere a Via san Lorenzo se li era procurati il sindaco Peppe Di Fabio dal Fondo per lo sviluppo e la coesione del 2000/2006; Gino di Bartolomeo che gli è succeduto quei soldi li ha stornati, con l’avallo della Regione, ritenendo  che fossero utili alla sicurezza delle strutture scolastiche più che al collegamento viario. Sulla stessa falsariga s’è mosso il sindaco Antonio Battista e solo il 20 gennaio 2017 la giunta regionale ha approvato lo schema del nuovo accordo che rimette in gioco quelle risorse finanziarie, la propria credibilità, e quella altrui che, nel caso, corrisponde al Comune di Campobasso che in questa vicenda è un esempio deteriore di perdita di tempo e, se vogliamo, di scarsa coerenza, se solo si riportano alla mente le polemiche che ha procurato e alimentato intorno alle scuole cittadine nessuna delle quali antisismica nella misura necessaria per essere agibile. Dunque: risorse finanziarie del 2000 ancora in ballo nel 2017, senza aver mai trovato la destinazione giusta e, se trovata (la galleria), sistematicamente messa in discussione. Cosa si può dire di una vicenda del genere e, soprattutto, di amministratori del genere? La risposta è nello stato pietoso della città capoluogo e, nella fattispecie, delle strutture scolastiche. Evidente l’assenza dell’opinione pubblica e degli organi di vigilanza sulla spesa pubblica, interni ed esterni ai Palazzi Vitale, D’Aimmo e san Giorgio. In altro luogo, con altra opinione pubblica e con altri organi di vigilanza, parleremmo di scandalo amministrativo, inchieste giudiziarie e rinvii a giudizio.  Il 20 gennaio comunque la svolta. La giunta regionale ha approvato il nuovo programma degli interventi nei termini in cui è stato ridefinito nella riunione del Comitato per l’Accordo di Programma “Sistema scuole sicure, città, mobilità cittadina” del 19 dicembre 2016,  dell’importo complessivo di 15,640 milioni di euro, di cui 11 milioni a carico delle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione 2000-2006, e 4,640 milioni di euro quale cofinanziamento comunale. Il nuovo accordo relativamente al Comune di Campobasso modifica gli interventi originariamente previsti dal “Piano Scuola sicura” approvato dal Cipe con delibera 91 del 2012. Date e circostanze che mettono in risalto una pubblica amministrazione ingarbugliata e controversa. Importante era uscire dalla sabbie mobili. La Regione n’è uscita con la delibera della giunta numero 14 del 20 gennaio 2017. Comunque, l’attivazione dei nuovi interventi è subordinata  alle decisioni del Tavolo dei sottoscrittori della delibera Cipe 14/2006 e dell’Accordo di Programma Quadro “Scuola” 2012, nonché nuovamente all’esame del Cipe. Un passaggio da fare e un pedaggio da pagare alle incertezze, ai pensamenti e ai ripensamenti dell’amministrazione comunale di Campobasso. Tutto lascia supporre che in sede romana non sorgeranno ostacoli. Semmai sorgeranno, sarà nel momento in cui l’amministrazione comunale dovrà dimostrare al responsabile del Servizio di edilizia pubblica e residenziale della Regione, l’architetto Peppe Giarrusso, di disporre dei progetti scolastici quantomeno definitivi, se non proprio esecutivi, ovvero con un livello di progettazione tale da consentire la definizione dei crono programmi. Insomma basta chiacchiere, rimodulazioni, riprogrammazioni, palleggiamento di responsabilità. Il Comune è alla prova dei fatti. Eccoli: 15.640 euro da investire per la realizzazione di edilizia scolastica a Vazzieri e al Quartiere Cep (alias poli scolastici), in Via Crispi e in Via D’Amato, per la scuola D’Ovidio di Via Roma, nonché per la razionalizzazione della viabilità interna, con  l’allargamento stradale di Via delle Frasche, in parallelo tra linea ferroviaria e il raccordo con lo svincolo per l’Istituto tecnico per geometri. Sarà la volta buona?

Dardo

 

 

Di Dardo

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