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Scuola Don Milani, Università e Amministrazione comunale finalmente si sono incontrate

 

Università del Molise e Amministrazione comunale di Campobasso con il rettore Palmieri e il sindaco Battista si sono stretti la mano. Più precisamente, hanno sottoscritto una convenzione che li vede impegnati sul fronte dell’edilizia scolastica, della sicurezza sismica, e del contesto idrogeologico. Di queste strette di mano, di queste sottoscrizioni sarebbe bello fossero protagonisti anche per altre occasioni in cui l’apporto accademico e scientifico dell’Ateneo andasse incontro ai problemi di gestione del territorio urbano, delle difficoltà gestionali in cui spesso s’imbrigliano gli amministratori e di una visione panoramica delle possibilità culturali della città. Una sinergia, che non fosse episodica e circoscritta, ma discendesse da una collaborazione sistemica di  valori e di esperienze. La convenzione sottoscritta risale ad una polemica cittadina insorta e non contenuta intorno all’agibilità della scuola “Don Milani” su cui il Comitato dei genitori ha creato un clima di preoccupazione ben oltre la contingenza, e su cui l’amministrazione di Palazzo san Giorgio non ha saputo corrispondere assicurazioni e alternative. Fintanto non ha ritenuto che la voce dell’accademia potesse essere una soluzione contingente (per la Don Milani), ma strutturale per lo studio e l’approfondimento delle caratteristiche orografiche e geologiche del territorio. Una premessa che va a rafforzare e a rendersi utile ed opportuna se messa in relazione alla recentissima acquisizione da parte del Comune di 11 milioni di euro da investire per nuove strutture (poli scolastici) e per aumentare la sicurezza sismica di alcuni edifici esistenti. In questa prospettiva, la convenzione di ieri prende altro contorno, amplia il proprio significato istituzionale  e probabilmente induce a pensare che dopo anni di inerte vicinanza, finalmente tra il comune capoluogo e l’università sono stati trovati gli stimoli per collaborare. Una iniezione di scientificità al palese difetto di personalità  (non solo amministrativa) che rivela il municipio, non può che giovare alla causa e determinare un fermento nella società campobassana rendendola meno acquiescente al minimalismo programmatico e gestionale della città e delle attività che non riescono a renderla percepibile capoluogo del Molise. La convenzione sottoscritta e resa pubblica va intesa in proiezione dinamica, ovvero l’inizio di una forma di convivenza tra i presidi più autorevoli che sono sul territorio urbano, sperando che sia anche il viatico per arrivare a coinvolgere nel progetto di rilancio della città anche il terzo presidio, la Regione Molise: ospite parassita della città.

Dardo

 

 

Di Dardo

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