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Screening oncologici, perchè licenziata la segreteria funzionale?

di Giuseppe Saluppo

Più domande ci arrovellano il cervello: perchè da un anno della segreteria del sistema degli Screening oncologici non fanno parte più i 4 lavoratori che erano nati (professionalmente), per l’appunto, all’interno della struttura? Perchè, è ancora una domanda, sono stati mandati via dopo avere, pure, garantito alla macchina di prevenzione brillanti risultati a livello nazionale? E’ vero o non è vero che il Molise, fino a qualche anno fa faceva da apripista e ha fatto segnare il primo posto nel quadro nazionale per i risultati raggiunti? E’ vero o non è vero che proprio a seguito di quanto fatto il Molise ha beneficiato di maggiori fondi? E’ vero o non è vero che mandati a casa questi 4 lavoratori la macchina si è inceppata e a Roma ancora non riescono ad avere i numeri del lavoro svolto e, quindi, sarebbero stati persi fondi aggiuntivi che avrebbero portato all’acquisto di preziosi macchinari? Se a queste domande le risposte sono di segno positivo il cervello continua ad arrovellarsi.  Crediamo, infatti, che la segreteria ha ben funzionato a un costo, praticamente, irrisorio. Poco più di centomila euro l’anno. Non entriamo in merito ai ricorsi perchè saranno i vari gradi di giudizio a stabilire la portata del loro lavoro. In questa sede, però, chiediamo alla politica regionale, al nuovo direttore generale della Salute, Lolita Gallo, al neo direttore sanitario della struttura, Giovanni Di Giorgio che alla vicenda venga posta la parola fine assicurando all’intera struttura degli Screening oncologici il giusto posizionamento all’interno del sistema sanitario pubblico regionale. Al cittadino molisano interessa avere il servizio, il più qualificato possibile, il più rispondente e, soprattutto, il più celere possibile visto che si tratta di screening oncologici. Non interessa conoscere se ci siano privati che prestano l’opera con apparecchiature mediche o altro ma un’organizzazione dei servizi efficienti e di qualità. Ci sono professionalità formate e, vivaddio, che le si riprenda in servizio. E’ chiedere troppo?

Di Giuseppe Saluppo

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