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Sciulli: “da Mattarella spronati a lavorare per attuare la strategia aree interne, antidoto all’abbandono e allo spopolamento. serve un nuovo patto tra territori e aree urbane”

Le parole del Presidente Sergio Mattarella pronunciate ieri a Bari sono particolarmente significative e rilevanti. Richiamano tutti, Sindaci e Amministratori, ma anche chi è impegnato nei livelli regionali e nazionali, a un nuovo patto istituzionale per il Paese, che sceglie il dialogo e il confronto democratico per crescere. Come già a Torino, all’Assemblea Anci del 2015, il Presidente della Repubblica ha dedicato parte del suo intervento davanti ai Sindaci al ruolo che hanno i piccoli Comuni e le aree interne. Mattarella ha parlato di spopolamento e di ‘disagio insediativo’, di abbandono e di carenza di servizi nelle aree interne. Temi che avevamo posto e condiviso a Bari, già in mattinata, con tanti Amministratori locali dei piccoli Comuni. Come antidoto a questo abbandono, Mattarella ha espresso la necessità di un rilancio della Strategia Aree interne, da ‘riprendere con intensità’. Faremo in modo che sia così, grazie alla legge sui piccoli Comuni, la montagna, i centri storici, e già nella prossima legge di stabilità che dovrà dare concretezza al monito del Presidente”. Di seguito, l’ultima parte del discorso del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, all’Assemblea Anci di Bari:

“… Lo Stato è una comunità. E si sviluppa quando crea sinergia dalle sue diversità, quando integra realtà, culture, interessi diversi.

Le città metropolitane, ad esempio, nel mondo globalizzato sono sempre più centri propulsori di sviluppo. E’ un percorso che trova esempi significativi anche in Italia.

Al tempo stesso non può sfuggire alla nostra agenda il tema delle aree interne e dei piccoli Comuni, che amministrano oltre il 50% del territorio nazionale, con 10 milioni di abitanti e un patrimonio ambientale, produttivo, culturale di valore inestimabile, decisivo per l’intero Paese.

Tremila Comuni sono sostanzialmente disabitati. Molti altri lo sono scarsamente. Territori non più presidiati. Aree non più coltivate o comunque non utilizzate, destinate a diventare da risorsa un problema.La legge sui piccoli Comuni appena approvata alla Camera dei Deputati raccoglie l’esigenza di affrontare il problema del ”disagio insediativo”.

Lo Stato appare in ritirata da questi territori dove non si produce più ricchezza e, dunque, dove la gente non può più vivere.

Sono questioni non superabili con misure di mero riordino amministrativo. Si tratta di una grande questione nazionale di cui occorre prendere maggiore coscienza per attivare conseguenti politiche domestiche ed europee.

Il nostro Paese non sarebbe più lo stesso senza questi beni.

Non si può consentire che le aree interne vengano impoverite da una continua caduta demografica, da carenza di servizi, da abbandono di terreni ed edifici.

La strategia per le aree interne va ripresa con intensità, integrata con un piano di manutenzione e di tutela dal rischio idrogeologico. Così come dal rischio sismico, di cui tutti oggi segnalano il valore prioritario.

 

Il PRESIDENTE ANCI MOLISE

AVV. POMPILIO SCIULLI

Di admin

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Un Commento

  1. sono parole che sentiamo da decenni, ma la situazione peggiora…sarebbe meglio se si desse una regolata e facesse il Presidente invece di parlare solamente….

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