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Sciopero degli autisti degli autobus. Ma il Comune non ha un Piano nè un’idea sul servizio di trasporto

di Giuseppe Saluppo

 

Manifestazione di protesta degli autisti del trasporto pubblico urbano a Campobasso contro i licenziamenti avviati per 8 autisti a seguito del taglio dei chilometri e delle risorse finanziarie. E’ grave, però, che il Comune non ha abbia mai messo un centesimo di euro in bilancio per il trasporto urbano. Finale? Tagli, meno corse e dieci autisti in meno. Quello che manca, è la consapevolezza che il trasporto pubblico non è una specie di appendice del welfare per quei “poveretti” che non hanno un veicolo privato, ma è un investimento in rigenerazione urbana. Una zona ben connessa è una zona che attrae investimenti, e rendendo raggiungibili più luoghi di lavoro, di istruzione, di servizi e di svago combatte efficacemente povertà ed esclusione sociale.  Un territorio disconnesso è un territorio che, al contrario, genera povertà, criminalità e isolamento, o peggio. Quello che, purtroppo, sta accadendo a Campobasso. Città finita nel pantano per l’assenza di idee, strategie e programmi. E investimenti. Da noi, purtroppo, si parla sempre di riduzione mai di una razionalizzazione di percorsi, linee e orari. Del resto, come si può fare se, semplicemente, non si è tenuto conto delle trasformazioni della città ( i nuovi quartieri, i nuovi poli di attrazione, le nuove domande di spostamento)? Non era attraverso questa strategia che era possibile ripensare il disegno delle nuove linee del trasporto urbano così come all’abbattimento delle barriere nei pressi delle fermate, al finanziamento per l’acquisto di tecnologie applicabili al sistema della mobilità ( paline intelligenti, informazioni all’utenza)? Non c’è un piano in Comune su come fare organizzare al concessionario il servizio.  Siamo fuori tema. E’ una città, ormai, abituata a vivere alla giornata, a fare spallucce, in un grigiore che non riesce a conoscere il colore. Una cartolina in bianco e nero. Ci sono state città che hanno avuto la capacità di risollevarsi dopo momenti bui economici e culturali laceranti. Campobasso, invece, ha perso l’incanto e l’amore. Elementi che ha trasformato nel lacrimatoio delle false verginità e dell’assenza di un pensiero, sì pensiero. Pensiero pesante di una strategia progettuale.

Di Giuseppe Saluppo

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4 commenti

  1. Alberto Mastrocola

    Il comune deve ancora decidere che cosa fare da grande!!

  2. Ma l’assessore al traffico e alla mobilità urbana è perennemente in ferie? Capisco che quando i soldi a disposizione dei comuni sono pochi come si suol dire “la coperta è corta” si cerchi di tamponare qua e là dove c’è più bisogno, ma il trasporto pubblico che serve specialmente a chi non ha altri mezzi di spostamento ma anche a chi voglia inquinare meno è una priorità di civiltà

  3. Maria Teresa Marcantonio

    Qui si sta procedendo completamente a tentoni. Sentite, se non ve la sentite di gestire la macchina amministrativa -che non è un giocattolo- restituite le chiavi alla cittadinanza.

  4. Silvana Leccese Bardi

    Se parliamo degli autobus, è fuori di dubbio che tutto il sistema vada completamente ripensato: ci sono molte corse del centro che risultano ridondanti per il reale bacino d’utenza, mentre ce ne sono altre (quelle delle contrade) che vengono date con il contagocce. Il tutto va invertito per garantire un servizio con la S maiuscola.
    Inoltre, per evitare l’evasione, il Comune inizi a far circolare controllori sui mezzi, che multino senza sconti chi il biglietto non ce l’ha; cominci a sanzionare anche gli autisti che non controllano se un utente non ha vidimato il ticket; si comincino a chiudere le porte posteriori dei veicoli in modo tale che gli utenti non facciano i furbetti, sperando di non timbrare perché non visti. Pochi, sani accorgimenti che possono risolvere tanti problemi, dare maggiori introiti e quindi evitare tagli drastici e ingiustificati.

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